• Dal Cenacolo
  • Teatro, dalle ceneri del Sannazzaro all’Italo Argentino: la forza di Ingrid Sansone commuove Agnone

    C’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che Enzo Decaro abbia scelto ancora una volta Agnone come sede per la data zero del suo nuovo spettacolo. Non è un caso, non è una coincidenza: è una scelta precisa, consapevole, quasi una dichiarazione d’amore verso una città che di teatro ha nel sangue la memoria antica.

    Un ritorno che evoca, per chi conosce la storia culturale agnonese, i tempi d’oro del regista Mario Baldini e dell’attrice Adriana Palmisano, quando l’Atene del Sannio era una vera e propria fucina teatrale: prove, allestimenti, messinscene che trasformavano la città in un laboratorio vivo e pulsante di arte drammatica. Decaro sembra raccogliere idealmente quel testimone, riconoscendo in Agnone non una tappa qualsiasi di un tour, ma un luogo capace di accogliere, nutrire e restituire il teatro nella sua forma più autentica. E il teatro Italo Argentino, gremito all’inverosimile, ha risposto con la generosità di sempre.

    Sul palco della sala “Paola Cerimele” è andata in scena L’Avaro Immaginario – in viaggio verso Molière da Napoli a Parigi, un viaggio teatrale che è anche un viaggio nel tempo: dalla Napoli del Seicento alla reggia di Versailles, tra proverbi, lazzi, musiche e colpi di scena continui. Più di un’ora e mezza di spettacolo che ha saputo mescolare l’ilarità della tradizione comica napoletana con riflessioni profonde sulla natura umana, sull’avarizia, sulla commedia dell’esistenza. Un mix che ha conquistato il pubblico fin dai primi minuti, trascinandolo in un turbine di risate e sorprese.

    L’allestimento, durato una settimana proprio tra le mura dell’Italo Argentino, ha permesso alla compagnia di affinare ogni dettaglio: i costumi firmati da Ilaria Carannante, le scene curate da Luigi Ferrigno, il disegno luci di Luigi Della Monica. E poi la musica, colonna vertebrale dello spettacolo: le note di Nino Rota, tratte da Le Molière Immaginarie, si sono intrecciate a villanelle e canzoni popolari del Seicento napoletano, creando un’atmosfera sonora capace di trasportare davvero lo spettatore in un’altra epoca.

    Gli attori Luigi Bignone, Angela De Matteo, Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino – anche assistente alla regia -, Massimo Pagano, Fabiana Russo e Ingrid Sansone, nella parte della cartomante, hanno dato vita a personaggi memorabili, restituendo con mestiere e passione l’anima di uno spettacolo che si prepara ora ad affrontare un tour nazionale.

    Ma è nella serata che si è consumato anche il momento più toccante, quello che ha trasformato un applauso in qualcosa di più grande. A fine spettacolo, il pubblico ha voluto tributare un omaggio speciale a Ingrid Sansone, attrice legata al Teatro Sannazzaro di Napoli, il teatro del cuore che pochi giorni fa le fiamme di un devastante incendio hanno ridotto in cenere. Un lutto che appartiene all’intera comunità teatrale italiana, un dolore che nessun sipario può nascondere del tutto.

    Eppure la Sansone è salita su quel palco agnonese con una professionalità e una dignità che hanno lasciato il segno: sorridere quando si ha il cuore spezzato è forse la forma più alta di dedizione all’arte. Il pubblico lo ha capito, e quell’applauso finale – lungo, sentito, commosso – è stato anche per lei, per la sua forza, per il Sannazzaro che non c’è più ma che vive nella speranza che possa rinascere più attraente di prima.

    Agnone, ancora una volta, non è stata solo un palcoscenico. È stata casa. (foto di Vittorio Labanca)

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