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  • Dalla Polonia per Padre Matteo, la storia di Michal Kondrat

    AGNONE – Dalla Polonia all’entroterra italiano per visitare i luoghi della vita di Padre Matteo. Questa è la storia di Michal Kondrat, il regista polacco, con un passato da assistente esorcista, che l’Eco ha intervistato.

    «Ho lavorato per cinque anni come assistente esorcista e vi posso assicurare che ho assistito a cose spaventose» racconta Michal. «Lessi un libro in cui Padre Cipriano de Meo raccontava che durante un esorcismo stava invocando Padre Matteo. Improvvisamente l’impossessato iniziò ad urlare: “No, padre Matteo no. Lui, mi ha rovinato la festa”.  Questa lettura, unita al mio passato, mi ha fatto capire ancora una volta l’importanza di padre Matteo e ho sentito che dovevo diffondere la storia di  quest’uomo. Quindi eccomi qui, a visitare i luoghi in cui ha vissuto e a cercare testimoni che abbiano chiesto la sua intercessione»

    Perché Michal?
    «Voglio girare un film-documentario»!

    Una storia davvero unica quella di Kondrat. Il regista, chiaramente un fedele come pochi, da tempo lavora per cercare di far conoscere al mondo la figura di Padre Matteo, il servo del Signore, nato ad Agnone.

    Così, da due giorni, è qui in paese per fare delle riprese, girare scene da inserire nel suo lungometraggio. Infatti, Michal ha già girato un corto sullo stesso argomento: «Si chiamava “Come vincere Satana” e sono riuscito a portarlo al festival del cinema più importante d’Europa dove ho vinto il primo premio. Ho gareggiato contro altre centocinquantotto pellicole e ce l’ho fatta. Tuttavia, questo sarà migliore: il film avrà una colonna sonora scritta appositemente, ho una tecnologia avanzata e una troupe più preparata » spiega il regista che ci dice di aver utilizzato addirittura un drone (come si vede negli scatti di Nicola Mastronardi, ndr) per riprendere dall’alto la vallata.

    Dunque Agnone comparirà nel tuo documentario. Ma tu qui come ci sei arrivato?
    «Bé, ero già stato a Serracpriola e lì ho sentito di dover venire qui, a fare qualche ricerca. Venni e girovagai con la troupe: “Scusi, dove trovo le spoglie di Padre Matteo?”chiedevo ma nessuno sapeva rispondere finché, incontrai un uomo che mi fece cenno di seguirlo e mi condusse, tra i vicoli tortuosi fino alla biblioteca. Ci portò direttamente da Nicola Mastronardi (direttore della struttura, ndr), aprì la porta e disse “Vogliono fare un film qui” e così conoscemmo Nicola che immediatamente iniziò a rendersi utile mettendosi a disposizione».

    Da quello che ci narri, la faccenda è piena di avvenimenti che non sembrano casuali, per esempio il motivo che vi ha spinto a venire alla Fonderia Marinelli
    «Abbiamo chiesto a Nicola se la fonderia avesse dedicato una campana al Servo di Dio. Nicola ha detto che non lo sapeva e ha chiamato. Al telefono Armando Marinelli (uno dei proprietari della storica fonderia, ndr) ha risposto “È curioso che tu lo chieda. Proprio ora ho in mano una medaglia che raffigura il Padre. È nata una nuova associazione che si appunterà al petto questi medaglioni durante le processioni…” perciò ci troviamo qui».

    Dunque eccovi a girare nei luoghi in cui Padre Matteo nacque. Nei prossimi giorni sarete a Serracapriola dopodiché che succederà?
    «Monteremo il tutto e lavoreremo fino ad ottobre. Infatti, mi piacerebbe presentare il documentario in Polonia proprio il 31 ottobre, giorno della morte di Padre Matteo, l’uomo che rovinò la diabolica festa a Satana» svela Kondrat. «Un mese dopo, vorrei presentarlo qui. Credo tra fine novembre ed inizio dicembre» conclude sorridendo il regista.

    Giovanni Giaccio

     

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