«È un mondo spietato, figliolo. Bisogna tener duro fino a quando passerà questa mania della pace» è la celebre citazione dal film Full Metal Jacket (1987), diretto da Stanley Kubrick. Viene pronunciata da un ufficiale superiore all’indirizzo del soldato Joker, interpretato da Matthew Modine, che aveva appuntato sull’uniforme una spilletta con il simbolo della pace. Quella iconica sequenza viene in mente in questi giorni mentre va in scena, ad Agnone, una vicenda che sembra davvero uscita da un film.

«I nostri caduti non hanno bisogno che qualcuno aggiunga oggi una lezione di pacifismo al loro sacrificio. La loro memoria parla già da sola. Ci ricorda il prezzo della guerra, ma anche il valore della libertà, della dignità e, quando necessario, del coraggio di difenderle. Non confondiamo la pace con la resa, la memoria con la propaganda, la devozione con l’opportunità politica». Enzo Delli Quadri, già presidente del circolo di conversazione “San Pio” di Agnone, entra pubblicamente nel dibattito del momento: l’apposizione di una lapide recante la scritta di Papa Francesco in favore della pace nel mondo all’interno o nei pressi del monumento ai caduti in piazza Unità d’Italia. L’iniziativa, quella della lapide appunto, è del docente in pensione Francesco Mazziotta. Il Comune aveva già autorizzato il tutto, ma prima che gli operai apportassero le necessarie modifiche al monumento ai caduti al fine di accogliere e ospitare la lapide pacifista è intervenuta la Fidas di Agnone, che con una dura presa di posizione ha diffidato il Municipio. «La lapide va messa altrove, perché il monumento ai caduti deve restare così com’è adesso».

Questa, in sintesi, la posizione della Fidas, che ha avviato anche raccolta firme per impedire che la lapide sia collocata all’interno dell’area dedicata ai caduti agnonesi. Inutile dire che la lapide della pace che innesca una guerra intestina alla comunità agnonese è una notizia e la stessa sta alimentando un acceso dibattito cittadino. «Non condivido la proposta di collocare nel complesso monumentale ai caduti di Agnone una lapide con le parole pronunciate da Papa Francesco a Redipuglia nel 2014: “La guerra è una follia”. – spiega Enzo Delli Quadri – Non perché quelle parole siano sbagliate, al contrario, esprimono un principio morale universalmente condivisibile, ma perché il significato di un messaggio dipende anche dal contesto storico e politico nel quale viene riproposto e dall’uso che se ne fa. Oggi in Italia la parola pace è diventata troppo spesso uno strumento di lotta politica. Viene invocata nelle piazze, nei comizi, nelle manifestazioni, ma non sempre con la stessa indignazione verso chi aggredisce e chi viene aggredito. Si parla di pace in Ucraina, ma si dimenticano le donne e i bambini ucraini massacrati dai bombardamenti russi e si pretende che un popolo rinunci a difendere la propria libertà. Si invoca la pace in Palestina, denunciando giustamente le sofferenze dei civili, ma non si giudicano con lo stesso metro le barbarie di Hamas e le rappresaglie di Israele, dimenticando troppo spesso che la vita di un innocente ha lo stesso valore, qualunque sia la sua nazionalità. La pace non può essere una bandiera da sventolare a seconda della convenienza politica».

Denuncia, Enzo Delli Quadri, un pacifismo politicizzato e a fasi alterne, di convenienza forse. Lo stesso continua: «Non basta proclamarsi pacifisti per essere dalla parte dell’umanità. Occorre avere il coraggio di distinguere tra vittime e carnefici, tra chi esercita la violenza e chi cerca di sottrarsene. E soprattutto non si può trasformare un messaggio religioso universale in un simbolo che, nell’attuale clima politico, rischia di prestarsi a interpretazioni strumentali». C’è poi una seconda questione, altrettanto importante, che viene trattata da Delli Quadri: il rispetto del valore storico, artistico e architettonico del monumento ai caduti, esattamente la stessa posizione sostenuta dalla Fidas di Agnone.

«Quel monumento non è uno spazio disponibile per aggiunte dettate dalle sensibilità del momento. – sottolinea Enzo Delli Quadri – È un’opera concepita con una propria identità, una propria armonia compositiva e un preciso significato commemorativo. Inserirvi una nuova lapide, per quanto nobile sia il testo, significa intervenire su un insieme artistico che merita di essere conservato nella sua integrità. La tutela di un monumento non può dipendere dalla bontà delle intenzioni di chi propone di modificarlo. Non contesto il diritto di ricordare le parole di Papa Francesco, ma la scelta di inserirle in un contesto monumentale che ha già una propria storia e una propria funzione. Se si vuole dedicare ad Agnone uno spazio alla pace, lo si faccia altrove, con un’opera autonoma, senza alterare quella esistente. Condivido dunque le ragioni di chi si oppone alla collocazione della lapide all’interno del complesso monumentale, soprattutto sotto il profilo della tutela artistica».
Francesco Bottone