«Risposte zero dal governo Meloni». E’ l’accusa scagliata dal presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, all’indirizzo dell’esecutivo nazionale in relazione alla questione viabilità. Tutto il comprensorio interno a cavallo tra Abruzzo e Molise è stato pesantemente colpito dal maltempo del marzo scorso. A distanza di sette mesi non è stato fatto quasi nulla, salvo gli interventi in somma urgenza.

La stessa Provincia di Isernia, nei giorni scorsi, per bocca del suo presidente, Daniele Saia, ha annunciato la posa di asfalto su alcune arterie dell’Alto Molise, ma gli interventi risolutivi delle tante frane e dei siti in totale dissesto mancano ancora all’appello. Non certo perché la Provincia pentra e quella del Chietino non abbiamo cantierizzato i lavori, ma semplicemente perché gli annunciati milioni di euro, a palate, stanziati dal Governo centrale che ha addirittura dichiarato lo stato di emergenza nazionale, non sono ancora arrivati.

In sintesi, dopo sette mesi dal dissesto generalizzato in Alto Molise e Alto Vastese, due territori contigui, nulla è stato fatto sulle maggiori arterie di collegamento viario, se non rimistare qualche smottamento e realizzare dei tappeti di asfalto, in alcuni casi su passaggi in frana. L’inverno alle porte toglie il sonno ai sindaci al di qua e al di là del confine, che vedono concretizzarsi lo spauracchio dell’isolamento territoriale. Ad alzare la voce è l’omologo del presidente Saia, Francesco Menna appunto, che non le manda certo a dire al Governo Meloni.

«Tantissimi soldi per il ponte di Messina, altrettanti agli armamenti, per le spese militari, tantissime bugie e zero risposte per i cittadini. – accusa il presidente della Provincia di Chieti – Servirebbero, solo in provincia di Chieti, centocinquanta milioni di euro, ma ad oggi neanche il piano sicurezza è stato presentato». Tutti quei soldi sono necessari per la messa in sicurezza della miriade di frane che hanno demolito, letteralmente, la viabilità provinciale. E parte di quelle arterie, che pure sono sotto la gestione della Provincia teatina, in realtà collegano e servono proprio l’Alto Molise.

Esempio su tutti la ex statale Istonia, meglio nota come “mulattiera”, che presenta diversi tratti in dissesto dove, sostanzialmente, si è intervenuti solo rimistando, cioè riempiendo di misto meccanico il sedime stradale collassato. E’ del tutto evidente che si tratta di una situazione tampone e momentanea, ma che rischia di divenire cronica proprio perché gli annunciati finanziamenti da Roma non arrivano. Senza quei soldi le Province non hanno la possibilità materiale di operare. E mentre Saia nicchia, il suo omologo Menna chiama alle armi, metaforiche ovviamente, e alla mobilitazione. «Domani pomeriggio, a Chieti, incontreremo tutti i sindaci del territorio e i cittadini che vorranno partecipare e decideremo il da farsi: scioperare? Andare in Procura a presentare un esposto? Fare delle diffide? Lo decideremo insieme, per dare delle risposte serie al territorio e ai cittadini».