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giovedì 24 Settembre 2026
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Miracolo artistico a San Pietro Avellana, l’albero spezzato dal maltempo si trasforma in Sant’Amico

Un albero spezzato dalla forza della natura diventerà una nuova opera d’arte dedicata a Sant’Amico. Nel suggestivo Bosco di Sant’Amico, a San Pietro Avellana, lo scultore abruzzese Domenico Ferrante ha ufficialmente avviato la realizzazione di una scultura destinata…

Un albero spezzato dalla forza della natura diventerà una nuova opera d’arte dedicata a Sant’Amico. Nel suggestivo Bosco di Sant’Amico, a San Pietro Avellana, lo scultore abruzzese Domenico Ferrante ha ufficialmente avviato la realizzazione di una scultura destinata a nascere direttamente dal tronco di un albero. L’intervento è stato affidato al maestro scultore dal “Comitato 3 Novembre” e prevede la lavorazione e trasformazione di un monumentale albero che, a causa del maltempo, si è spezzato dividendosi in due parti. La base del tronco è rimasta saldamente radicata nel luogo antistante il santuario di Sant’Amico e proprio da quella porzione di legno il maestro Ferrante ricaverà il busto del santo.

«Il progetto mette insieme arte, natura e memoria religiosa attraverso una lavorazione che non cancella le tracce lasciate dall’evento naturale, ma le utilizza come punto di partenza per una nuova forma artistica» spiega Linda Caravaggio dell’associazione “Radici Aps”. Domenico Ferrante, scultore originario di Lanciano, ha già maturato una significativa esperienza nella lavorazione artistica dei tronchi. A Casoli, ad esempio, all’interno della villa comunale, ha trasformato alberi abbattuti in sculture monumentali, dando vita a un vero e proprio parco d’arte. Il progetto, sviluppato nell’arco di circa due anni, ha portato alla realizzazione di nove opere direttamente dai fusti degli alberi. A San Pietro Avellana il suo lavoro assume una particolare valenza identitaria, legata alla figura di Sant’Amico, patrono del paese e presenza profondamente radicata nella storia religiosa del luogo. Il santuario di Sant’Amico al Bosco è infatti inserito nell’area boschiva che porta il nome del santo e rappresenta una delle mete legate alla tradizione spirituale del paese. La scelta di utilizzare un albero già segnato e spezzato dal maltempo conferisce alla futura scultura un ulteriore significato: dal legno colpito dalla natura nascerà una nuova immagine di Sant’Amico, mantenendo un legame diretto tra l’opera, il bosco e il luogo nel quale sarà realizzata. «Il lavoro di Ferrante potrà essere seguito durante le diverse fasi della lavorazione, fino alla definizione del volto e delle forme del busto. – spiega Linda Caravaggio – Un’opera che prenderà forma lentamente, sotto gli occhi di quanti frequentano il Bosco di Sant’Amico, trasformando un tronco danneggiato in una presenza artistica destinata a rimanere nel luogo».

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