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giovedì 24 Settembre 2026
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Decreto scuola: limite del 30 per cento per studenti stranieri, stop a burqa e niqab. Schlein: «Caccia alle streghe sulla pelle dei più piccoli»

«Oggi abbiamo approvato in Consiglio dei Ministri il decreto sulla scuola. Un limite del 30 per cento nelle classi per gli studenti che non conoscono adeguatamente l’italiano, più strumenti per imparare la nostra lingua e stop a burqa…

«Oggi abbiamo approvato in Consiglio dei Ministri il decreto sulla scuola. Un limite del 30 per cento nelle classi per gli studenti che non conoscono adeguatamente l’italiano, più strumenti per imparare la nostra lingua e stop a burqa e niqab a scuola».

Così la premier Giorgia Meloni, che ha aggiunto: «Strumenti di buonsenso che non dividono, ma aiutano a integrare davvero, evitando classi-ghetto e dando a tutti gli studenti le stesse opportunità. È questa la direzione che vogliamo continuare a seguire: una scuola che integra senza rinunciare alle regole, che sostiene chi ha più difficoltà e che mette tutti nelle condizioni di partire dallo stesso punto».

Schlein: «Da Meloni caccia alle streghe sulla pelle dei più piccoli»

Una “caccia alle streghe” del governo Meloni “sulla pelle dei più piccoli”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein. “Ciò che esce dal cdm di oggi conferma che il governo Meloni vive su un altro pianeta rispetto al Paese reale. In questi giorni le famiglie italiane sono preoccupate per le condizioni degli edifici scolastici – solo nell’ultimo anno 68 crolli e 80mila infortuni-, per gli oltre 500 euro da spendere per i libri di testo, mentre gli stipendi degli insegnanti italiani restano tra i più bassi d’Europa”, dice Schlein.

“Di fronte a tutto questo la risposta del governo è cacciare dalle classi i bambini stranieri. Ma chi pensano di prendere in giro? Dopo 4 anni di tagli e nessun investimento serio sull’edilizia scolastica, si inventano una nuova caccia alle streghe sulla pelle dei più piccoli, indicandoli come bersaglio”, aggiunge la leader dem. “È un decreto vergognoso, che prova a nascondere dietro una nuova bandiera ideologica l’incapacità del governo di dare risposte ai problemi concreti della scuola pubblica. La scuola è aperta a tutti, come dice la nostra Costituzione”.

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