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giovedì 24 Settembre 2026
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Il patrimonio che resta: cultura, comunità e sviluppo dei borghi italiani, il ministro Giuli elogia Castel del Giudice

Una delegazione del Comune di Castel del Giudice, guidata dal sindaco Lino Gentile insieme alla consigliere comunale Luciana Petrocelli, ed Elisabetta Gizzi, componente del Centro di (ri)Generazione dell’Appennino, ha partecipato a Roma agli Stati Generali dei Borghi del…

Una delegazione del Comune di Castel del Giudice, guidata dal sindaco Lino Gentile insieme alla consigliere comunale Luciana Petrocelli, ed Elisabetta Gizzi, componente del Centro di (ri)Generazione dell’Appennino, ha partecipato a Roma agli Stati Generali dei Borghi del PNRR Cultura, ospitati negli studi di Cinecittà. Una tre giorni di confronto sul futuro dei territori italiani tra cultura, comunità e sviluppo che ha visto la presenza di amministrazioni, sindaci, istituzioni, imprese ed esperti in merito all’attuazione del Bando Borghi Linea A del PNRR, sulle criticità emerse nell’attuazione e sulle prospettive di sviluppo dei piccoli Comuni. Intervenendo alla sessione plenaria “Il Patrimonio che resta. Cultura, comunità e sviluppo dei borghi italiani”, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha annunciato il superamento dei target concordati con l’Unione Europea, definendo l’operazione una “missione compiuta” e citando l’esperienza di Castel del Giudice tra le più virtuose d’Italia.

«Con il PNRR Cultura abbiamo coinvolto 315 borghi in tutta Italia, finanziando 232 progetti di rigenerazione e portando a compimento 3.349 interventi, superando l’obiettivo europeo fissato a 3.250», ha dichiarato il Ministro Giuli. «Attraverso la misura dedicata alle attività economiche locali abbiamo inoltre finanziato 2.657 attività imprenditoriali nei settori della cultura, del turismo, dell’artigianato, del commercio e dell’agroalimentare. Tra i molti esempi virtuosi voglio menzionare il comune piemontese di Elva che con poche decine di abitanti ha scommesso su casa, lavoro e formazione per la rigenerazione della sua comunità montana. Il piccolo borgo molisano di Castel del Giudice che guarda al futuro con la realizzazione di un forno di comunità quale presidio di socialità, memoria alimentare e identità territoriale. E ancora Campolo, frazione dell’Appennino bolognese, che rinasce invece con la sua scuola della pietra e il recupero delle antiche tecniche artigianali». «È un riconoscimento che ci rende orgogliosi e premia un percorso costruito insieme alla comunità, alla struttura amministrativa, ai partner privati, ai centri di competenza che hanno affiancato il Comune e alle imprese che hanno realizzato gli interventi», ha spiegato il sindaco Lino Gentile. «Allo stesso tempo, aumenta la nostra responsabilità: la vera sfida è rendere sostenibili nel tempo gli investimenti, trasformandoli in servizi, lavoro, nuove opportunità e attrattività per il territorio, anche oltre il PNRR». 

Un apporto concreto alla discussione è stato portato dai rappresentanti del Comune di Castel del Giudice, intervenuti nei diversi tavoli di lavoro, in particolare sui temi della governance e delle soluzioni necessarie a garantire la sostenibilità e la gestione degli interventi nel lungo periodo. In questo quadro è stata presentata anche l’esperienza della Fondazione di Partecipazione costituita dal Comune insieme ai propri partner, pensata per dare continuità al percorso avviato con il PNRR. La Fondazione si candida a diventare un centro permanente di competenze sui temi della rigenerazione dei piccoli comuni, capace di capitalizzare e mettere a sistema il patrimonio di esperienze, conoscenze, relazioni e connessioni costruito nel corso dell’attuazione del progetto, rendendolo disponibile anche ad altri territori.

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