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sabato 17 Ottobre 2026
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«Legalità non significa soltanto rispettare le leggi, ma anche garantire ai più fragili i propri diritti». A don Conti il premio “Paolo Borsellino”

Don Alberto Conti, direttore della Caritas Diocesana di Trivento e delegato regionale Caritas per l’Abruzzo e il Molise, ha ricevuto ieri mattina il prestigioso Premio Nazionale “Paolo Borsellino”, dopo aver ricevuto lo scorso 1° giugno il Premio Internazionale…

Don Alberto Conti, direttore della Caritas Diocesana di Trivento e delegato regionale Caritas per l’Abruzzo e il Molise, ha ricevuto ieri mattina il prestigioso Premio Nazionale “Paolo Borsellino”, dopo aver ricevuto lo scorso 1° giugno il Premio Internazionale per la Pace e la Solidarietà “Don Tonino Bello”.

La cerimonia si è svolta nella suggestiva cornice dell’auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza dell’Aquila, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e di personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’impegno civile. Tra i presenti alla 34ª edizione del Premio anche Manfredi Borsellino, figlio del magistrato Paolo Borsellino, vittima della mafia, alla cui memoria è dedicato il riconoscimento.

A leggere la motivazione del riconoscimento è stato Roberto Pedicini, doppiatore, attore e conduttore radiofonico: «Direttore della Caritas di Trivento e Delegato Caritas Abruzzo-Molise, è tra i primi sacerdoti ad aver portato il tema della lotta alle mafie nella formazione delle comunità, ideando la Scuola di formazione “Paolo Borsellino”. Da sempre vicino agli ultimi, si definisce un “prete di strada”, capace di accompagnare la propria comunità. Il suo impegno testimonia il grande coraggio di trasformare l’impegno pastorale in un concreto messaggio di legalità».

Un riconoscimento che valorizza un percorso nel quale la testimonianza evangelica, la promozione della giustizia sociale e l’educazione alla legalità si intrecciano, nella convinzione che contrastare le mafie significhi anche costruire comunità più consapevoli, solidali e responsabili.

Visibilmente onorato di ricevere un premio intitolato a Paolo Borsellino, don Alberto ha sottolineato il legame profondo tra legalità e diritti sociali: «Legalità significa restituire ai poveri la loro dignità di cittadini. Non significa soltanto rispettare le leggi, ma anche garantire alle persone più fragili i propri diritti, il rispetto e la possibilità di vivere dignitosamente nella società. Non può esserci vera legalità dove la povertà priva le persone della libertà, della dignità e delle opportunità».

Il direttore della Caritas Diocesana di Trivento ha voluto condividere il premio con tutti i direttori, gli operatori e i volontari delle Caritas dell’Abruzzo e del Molise, che ogni giorno incontrano i volti della povertà, ascoltano le storie delle persone e si impegnano a restituire speranza a chi vive situazioni di difficoltà. Un lavoro quotidiano, spesso silenzioso, che rappresenta una forma concreta di presidio di legalità, giustizia e solidarietà nei territori.

Nel suo intervento ha inoltre richiamato l’attenzione sulla povertà nel nostro Paese: in Italia sono circa 5,4 milioni le persone che vivono in condizioni di povertà assoluta. Un dato che interpella le coscienze e chiama le istituzioni e la società civile a un impegno comune, perché la dignità di ogni persona sia riconosciuta e tutelata.

La consegna del Premio Nazionale “Paolo Borsellino” si inserisce in un percorso di impegno che, attraverso la Scuola di formazione all’impegno sociale e politico “Paolo Borsellino”, promuove da anni la cultura della legalità, la responsabilità civile e la partecipazione delle comunità. Un’esperienza che testimonia come la lotta alle mafie non sia soltanto una questione di repressione dei reati, ma anche un’opera educativa e culturale, capace di generare coscienze libere e comunità attente al bene comune.

Insieme a don Alberto Conti, sono stati premiati quest’anno la senatrice Liliana Segre, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo, l’attore Leo Gullotta e il regista Riccardo Milani, oltre ad altre persone impegnate nella legalità, nella cultura, nell’impegno civile e sociale.

Il riconoscimento ricevuto è un incoraggiamento a proseguire nel cammino intrapreso, continuando a stare accanto agli ultimi, a promuovere i diritti e a costruire comunità nelle quali la legalità si traduca in gesti concreti di giustizia, responsabilità e solidarietà.

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