E’ diventata ormai una tradizione sentita e consolidata che contribuisce a fare comunità. Sono stati in tanti, infatti, a Capracotta, a salire su Monte Campo imbiancato dalla leggera nevicata, per assistere in quota all’ultimo tramonto del 2025. Una fiaccolata, tra adulti e bambini, per festeggiare l’anno che se ne va e augurarsi ogni bene per il 2026 appena entrato.

Tra i tanti escursionisti anche l’assessore comunale Pierino Di Tella: «Da Monte Campo, ultimo tramonto del 2025, faccio i miei migliori auguri per un 2026 stracolmo di serenità». Serenità non è solo una parola, ma è un concetto collegato al benessere e alla qualità della vita. In un piccolo centro montano dell’Appennino serenità significa vedersi riconosciuti i diritti di cittadinanza, perché al di là di quello che dice ogni anno, a reti unificate, il presidente Mattarella, in Italia esistono ancora delle macroscopiche differenze tra i cittadini che vivono in montagna e quelli che risiedono nelle città o sulla costa.

Serenità, dunque, a Capracotta e in Alto Molise, dovrebbe significare avere un medico di medicina generale a disposizione, un pediatra, un servizio di emergenza urgenza in grado di salvare vite umane, un ospedale di prossimità funzionante e che resti presidio di area particolarmente disagiata. E ancora scuole e insegnanti al di là della stringente logica dei numeri, perché i servizi comuni, sono tali, solo se erogati a prescindere da qualsiasi parametro, anche in deroga se serve, altrimenti non c’è alcuna uguaglianza dei cittadini.

La serenità invocata dall’assessore Di Tella, dunque, non è solo e semplicemente uno stato d’animo, ma è un concetto sociale che va costruito dalle istituzioni a tutti i livelli.

Per salutare il passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo, anche il sindaco Candido Paglione ha voluto formulare il suo augurio: «Capracotta è una comunità fondata su legami autentici, su una storia condivisa e su un profondo senso di appartenenza. Che il nuovo anno possa portare serenità, fiducia e nuove energie, nella convinzione che, uniti dall’amore per il nostro paese, sapremo continuare a guardare avanti insieme».
Francesco Bottone