Pizzoferrato ha reso omaggio al proprio passato e alle vittime della Seconda guerra mondiale con una serie di iniziative dedicate alla Battaglia di Pizzoferrato del 1944, uno degli episodi più tragici vissuti dal paese durante l’occupazione nazifascista.

Le commemorazioni si sono aperte, il primo febbraio, con un incontro pubblico di approfondimento dal titolo “La battaglia di Pizzoferrato – presentazione storica”, che si è svolto nella sala consiliare di piazza San Rocco e che è stato promosso dall’Osservatorio Antifascista 25 settembre ’43 e dalla Pro Loco Amelio De Iuliis, con il patrocinio del Comune.

Sono intervenuti il sindaco Palmerino Fagnilli; Luciano D’Amico, fondatore dell’Osservatorio Antifascista 25 settembre ’43 ed Eugenio Ciccarelli, dell’Osservatorio Antifascista. E’ stata ricostruita la cornice storica degli eventi che, nel 1944, portarono Pizzoferrato a trovarsi al centro di un violento scontro armato, che ha visto la Brigata Maiella e le forze alleate (Wigforce) combattere contro i nazifascisti per la liberazione del territorio. La cruenta lotta, segnata da pesanti perdite, tra cui il Maggiore Wigram, fu un episodio cruciale per la Resistenza.

La battaglia si inserì nel difficile passaggio del fronte lungo la linea Gustav e nelle operazioni militari che interessarono l’Alto Sangro e l’area appenninica abruzzese.
Nel corso dell’incontro è stato più volte sottolineato come la memoria non rappresenti soltanto un doveroso tributo ai caduti, ma anche un’occasione per riflettere sul valore della libertà. Un messaggio rivolto in particolare alle giovani generazioni, chiamate a conoscere e a comprendere il proprio territorio ma anche a conoscere le storie dei ragazzi che in quei giorni persero la vita.
Le commemorazioni sono proseguite oggi con una messa in suffragio delle vittime della battaglia. A seguire, la deposizione di una corona d’alloro ha rappresentato il gesto simbolico con cui la comunità ha voluto rinnovare il proprio omaggio ai caduti.
“Ricordare la Battaglia di Pizzoferrato del 1944 ha significato, ancora una volta, riaffermare i valori della pace, della democrazia e dell’antifascismo, affinché il sacrificio di allora non venga dimenticato”, dice Fagnilli.