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sabato 8 Agosto 2026
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Chirurgia al “Caracciolo”, Greco: «Servirà solo a pagare prestazioni aggiuntive a medici con turni da 800 euro al giorno»

«L’annuncio della riattivazione della Chirurgia all’ospedale Caracciolo di Agnone misura la distanza tra la cattiva informazione per propaganda politica e la quotidianità delle persone. La propaganda parla di apertura di sale operatorie e, addirittura, di interventi in week…

«L’annuncio della riattivazione della Chirurgia all’ospedale Caracciolo di Agnone misura la distanza tra la cattiva informazione per propaganda politica e la quotidianità delle persone. La propaganda parla di apertura di sale operatorie e, addirittura, di interventi in week e day surgery. La realtà, invece, mostra che al momento al “Caracciolo” la Medicina non ricovera per grave carenza di medici e la struttura non è in grado di garantire neanche un day hospital».

A spegnere i facili entusiasmi dopo l’annuncio roboante, da parte dell’Asrem, della riattivazione della chirurgia al “Caracciolo” di Agnone è, come spesso accade, il consigliere regionale Andrea Greco. In sintesi, nell’ospedale manca personale anche per garantire i ricoveri, come si potrebbe pensare di fare addirittura delle operazioni chirurgiche utilizzando le sale operatorie lasciate da anni a prendere polvere? Questo chiede pubblicamente il consigliere regionale di Agnone.

«Per prima cosa, è giusto sapere il motivo per cui quelle sale operatorie sono chiuse da sei anni. – puntualizza Andrea Greco – Per questo scriverò un esposto alla Corte dei Conti: bisogna far luce sulla chiusura ingiustificata, sui percorsi pulito-sporco usati per anni come scusa e sui blocchi imposti ai chirurghi pronti ad operare. Da anni ci sono chirurghi disposti a prestare servizio in quelle sale operatorie: professionisti che già lavorano presso il “Caracciolo” e che lo avrebbero fatto senza percepire un euro in più. Rappresentano una soluzione alla riapertura delle sale operatorie, ma non sono mai stati presi in considerazione. Anzi, sono stati ostacolati dai vertici regionali fino a quelli locali. Forse perché erano “figli” del professor Iavicoli? Uomo libero, professionista stimato che non ha bisogno dei politici per campare. Quindi, credo sia giusto che qualcuno spieghi cos’è accaduto: perché la Chirurgia è rimasta chiusa per così tanto tempo con i chirurghi pronti a prendere in mano il bisturi? E la decisione di non riaprire con questi professionisti poggia su motivazioni tecniche, organizzative o su questioni personalistiche?».

Domande legittime e circostanziate, quelle di Greco, che come sempre resteranno senza risposta alcuna. «Mentre la propaganda annuncia interventi in day surgery e addirittura in week surgery, la realtà è ben diversa. – riprende il consigliere regionale di minoranza – Al momento, al “Caracciolo” non si ricovera in Medicina: nel reparto non ci sono medici, perché l’unico professionista presente si è dimesso. E senza una Medicina aperta e funzionante, quindi senza posti letto di appoggio per la Chirurgia, è impossibile parlare seriamente di day surgery. Gli interventi che si potrebbero effettuare, infatti, sarebbero tutt’al più semplici prestazioni ambulatoriali: rimuovere un’unghia incarnita, un neo o, al massimo, un lipoma. Chi oggi fa annunci mente ai cittadini. Se questa operazione servirà soltanto a pagare prestazioni aggiuntive ad alcuni medici e anestesisti, con turni da 800 euro al giorno e senza una reale utilità per i cittadini, anche questo finirà alla Procura della Corte dei Conti».

Quindi una “operazione” propagandistica, più utile ai medici che ai pazienti, questo sostiene Greco, annunciando esposti alla magistratura contabile. «È questa la differenza tra propaganda e realtà. – insiste il pentastellato – Non possiamo accettare cattiva informazione sulla pelle dei cittadini mentre mancano servizi minimi ed essenziali. Servono trasparenza sulla gestione delle risorse e chiarezza sulle scelte che hanno privato il territorio delle cure. La salute non si tutela con annunci, inaugurazioni di facciata o note stampa, ma garantendo medici nei reparti, servizi essenziali aperti e cure accessibili a tutti. Oggi possiamo solo ringraziare chi, con turni massacranti al Pronto soccorso, assiste anche i pazienti che dovrebbero essere trasferiti in una Medicina che, di fatto, è chiusa. – chiude Andrea Greco – In queste ore si consuma il dramma di un concittadino che nemmeno una somministrazione di albumina riesce a fare al “Caracciolo”, ma di cosa parlate? Vi dovete vergognare. Tutti».

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