Turismo delle radici roba da anziani facoltosi che tornano dalle Americhe nei piccoli centri dell’Alto Sannio. Non è affatto così, o meglio, non solo. Il sociologo Orazio Di Stefano ha colto le potenzialità di questo tipo di turismo che può rappresentare un interessante fattore di sviluppo per le aree interne dell’Alto Molise e del confinante Alto Vastese, a condizione, tuttavia, di coinvolgere non solo le generazioni anziane, quelle emigrate nelle Americhe che hanno le possibilità economiche e di tempo per tornare in Italia e magari di acquistare una seconda casa, ma anche e forse soprattutto i giovani e giovanissimi, proprio per dare continuità al flusso da oltre oceano nel medio e lungo periodo che altrimenti si arresterebbe per motivi legati all’anagrafe. Gli studenti dell’istituto “Leonardo Da Vinci” di Mar del Plata, in Argentina, sono ospiti, in questi giorni, tra Agnone e Castiglione Messer Marino, nell’ambito di una vacanza studio nei luoghi dai quali partirono, nel secolo scorso, intere popolazioni di migranti.

I giovani, accompagnati dai docenti e dallo stesso sociologo Orazio Di Stefano, hanno fatto visita al museo della campana della Pontificia fonderia Marinelli di Agnone per poi apprezzare le specialità gastronomiche e di panificazione del forno pluripremiato “La Spiga d’Oro” di Mario Porrone. Si tratta del secondo gruppo di studenti argentini, tutti giovanissimi, che viene in Alto Sannio per una vacanza studio; il primo appena qualche settimana fa. L’istituto “Leonardo Da Vinci” è una scuola italo-argentina, che propone, nel piano formativo, molte ore di insegnamento della lingua italiana e della cultura del nostro Paese. Gli studenti sono quasi tutti discendenti da italiani emigrati nei primi del Novecento o anche prima.

«La nostra città, – ha spiegato simpaticamente lo studente Gaston – conta oltre un milione di abitanti: il cinquanta per cento è rappresentato da italiani, l’altro cinquanta per cento da italo-argentini». Proprio a dimostrazione del profondo legame che collega le due realtà sia pure separate dall’Oceano. Dopo la visita agnonese la comitiva argentina si è spostata a Castiglione Messer Marino per un laboratorio di storia dell’emigrazione ospitato presso la sala del Consiglio comunale in Municipio. Tra i relatori Alberta Maranzano della Pro Loco di Giuliopoli, piccolo centro alle porte di Agnone, già consigliere e assessore in uno dei Municipi di Roma. A coordinare i lavori la professoressa Sara Franceschelli, amministratrice comunale e docente presso l’Università degli studi di Chieti. Particolarmente toccanti le testimonianze di due emigrati da Castiglione verso la Francia e la Svizzera.

Le conclusioni sono state affidate alla “intendenta”, ovvero la sindaca Silvana Di Palma, la quale ha ripreso e fatta propria la posizione sullo spopolamento e l’emigrazione espressa, nei giorni scorsi, proprio su queste colonne, dal collega sindaco di Capracotta, Candido Paglione. «I giovani, che pure devono andare fuori per formarsi e per conoscere altre realtà dell’Europa e del mondo intero, devono essere liberi di scegliere se tornare nei propri luoghi di origine oppure se andare altrove per costruire il proprio progetto di vita. – ha sottolineato la pediatra e sindaca Di Palma – Non devono essere obbligati ad andare via dalla propria terra perché qui ci sono sempre meno servizi e opportunità, anche lavorative».

Il riferimento è appunto al “Right to Stay”, al diritto di restare, al centro della futura strategia europea per le aree interne e per arrestare e invertire lo spopolamento dei piccoli centri dell’Appennino. «Le radici sono fondamentali per il futuro di una comunità, – ha continuato la “intendenta” di Castiglione – e questo progetto delle vacanze studio dei ragazzi argentini va proprio nella direzione di rinsaldare e riannodare quei legami che sono di sangue, ma anche di cultura. L’Alto Molise e l’Alto Vastese credono molto in questo progetto e faremo quanto nelle nostre possibilità per portarlo avanti».
Francesco Bottone