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venerdì 25 Settembre 2026
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Studenti dall’Argentina in vacanza studio tra Agnone e Castiglione Messer Marino: radici che alimentano il futuro

Turismo delle radici roba da anziani facoltosi che tornano dalle Americhe nei piccoli centri dell'Alto Sannio. Non è affatto così, o meglio, non solo. Il sociologo Orazio Di Stefano ha colto le potenzialità di questo tipo di turismo…

Turismo delle radici roba da anziani facoltosi che tornano dalle Americhe nei piccoli centri dell’Alto Sannio. Non è affatto così, o meglio, non solo. Il sociologo Orazio Di Stefano ha colto le potenzialità di questo tipo di turismo che può rappresentare un interessante fattore di sviluppo per le aree interne dell’Alto Molise e del confinante Alto Vastese, a condizione, tuttavia, di coinvolgere non solo le generazioni anziane, quelle emigrate nelle Americhe che hanno le possibilità economiche e di tempo per tornare in Italia e magari di acquistare una seconda casa, ma anche e forse soprattutto i giovani e giovanissimi, proprio per dare continuità al flusso da oltre oceano nel medio e lungo periodo che altrimenti si arresterebbe per motivi legati all’anagrafe. Gli studenti dell’istituto “Leonardo Da Vinci” di Mar del Plata, in Argentina, sono ospiti, in questi giorni, tra Agnone e Castiglione Messer Marino, nell’ambito di una vacanza studio nei luoghi dai quali partirono, nel secolo scorso, intere popolazioni di migranti.

I giovani, accompagnati dai docenti e dallo stesso sociologo Orazio Di Stefano, hanno fatto visita al museo della campana della Pontificia fonderia Marinelli di Agnone per poi apprezzare le specialità gastronomiche e di panificazione del forno pluripremiato “La Spiga d’Oro” di Mario Porrone. Si tratta del secondo gruppo di studenti argentini, tutti giovanissimi, che viene in Alto Sannio per una vacanza studio; il primo appena qualche settimana fa. L’istituto “Leonardo Da Vinci” è una scuola italo-argentina, che propone, nel piano formativo, molte ore di insegnamento della lingua italiana e della cultura del nostro Paese. Gli studenti sono quasi tutti discendenti da italiani emigrati nei primi del Novecento o anche prima.

«La nostra città, – ha spiegato simpaticamente lo studente Gaston – conta oltre un milione di abitanti: il cinquanta per cento è rappresentato da italiani, l’altro cinquanta per cento da italo-argentini». Proprio a dimostrazione del profondo legame che collega le due realtà sia pure separate dall’Oceano. Dopo la visita agnonese la comitiva argentina si è spostata a Castiglione Messer Marino per un laboratorio di storia dell’emigrazione ospitato presso la sala del Consiglio comunale in Municipio. Tra i relatori Alberta Maranzano della Pro Loco di Giuliopoli, piccolo centro alle porte di Agnone, già consigliere e assessore in uno dei Municipi di Roma. A coordinare i lavori la professoressa Sara Franceschelli, amministratrice comunale e docente presso l’Università degli studi di Chieti. Particolarmente toccanti le testimonianze di due emigrati da Castiglione verso la Francia e la Svizzera.

Le conclusioni sono state affidate alla “intendenta”, ovvero la sindaca Silvana Di Palma, la quale ha ripreso e fatta propria la posizione sullo spopolamento e l’emigrazione espressa, nei giorni scorsi, proprio su queste colonne, dal collega sindaco di Capracotta, Candido Paglione. «I giovani, che pure devono andare fuori per formarsi e per conoscere altre realtà dell’Europa e del mondo intero, devono essere liberi di scegliere se tornare nei propri luoghi di origine oppure se andare altrove per costruire il proprio progetto di vita. – ha sottolineato la pediatra e sindaca Di Palma – Non devono essere obbligati ad andare via dalla propria terra perché qui ci sono sempre meno servizi e opportunità, anche lavorative».

Il riferimento è appunto al “Right to Stay”, al diritto di restare, al centro della futura strategia europea per le aree interne e per arrestare e invertire lo spopolamento dei piccoli centri dell’Appennino. «Le radici sono fondamentali per il futuro di una comunità, – ha continuato la “intendenta” di Castiglione – e questo progetto delle vacanze studio dei ragazzi argentini va proprio nella direzione di rinsaldare e riannodare quei legami che sono di sangue, ma anche di cultura. L’Alto Molise e l’Alto Vastese credono molto in questo progetto e faremo quanto nelle nostre possibilità per portarlo avanti».

Francesco Bottone

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