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sabato 3 Ottobre 2026
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Carabinieri: l’Arma rende gli onori al capitano Chiaffredo Bergia. Feroce: «Antesignano dei “servizi sotto copertura”»

Questa mattina, presso il piazzale “Chiaffredo Bergia” situato all’interno della Villa Comunale di Chieti (inaugurato nel novembre dello scorso anno), si è svolta in forma solenne la cerimonia di commemorazione del Capitano Chiaffredo Bergia, in occasione della ricorrenza…

Questa mattina, presso il piazzale “Chiaffredo Bergia” situato all’interno della Villa Comunale di Chieti (inaugurato nel novembre dello scorso anno), si è svolta in forma solenne la cerimonia di commemorazione del Capitano Chiaffredo Bergia, in occasione della ricorrenza del conferimento della sua terza Medaglia al Valor Militare.

La cerimonia è stata presieduta dal Comandante della Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise”, Generale di Brigata Gianluca Feroce, con la partecipazione del Comandante Provinciale di Chieti, Colonnello Mario Pellegrino, di Ufficiali della sede, del Comandante della Stazione Carabinieri Chieti Principale e dei rappresentanti locali dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Nato a Paesana (CN) il 1° gennaio 1840 ed arruolatosi nell’Arma nel dicembre 1860, Chiaffredo Bergia è ricordato come uno dei Carabinieri più decorati della storia, insignito di una Medaglia d’Oro, tre d’Argento e due di Bronzo al Valor Militare. Durante il servizio in Abruzzo (nelle stazioni di Scanno, Campotosto e San Buono), Bergia fu un protagonista di primo piano nella lotta al brigantaggio all’indomani dell’Unità d’Italia: infatti, nelle campagne romane e negli Abruzzi imperversavano numerose bande di briganti capitanate da personaggi, noti per la loro spietatezza, che terrorizzavano la popolazione locale. Il suo coraggio non comune e l’astuzia tattica lo resero presto un personaggio temuto assurgendo a vero e proprio antesignano dei “servizi sotto copertura”. “Il suo fu un vero lavoro di intelligence”, ricorda il Generale Feroce: infatti, per rendere più efficaci le indagini contro il brigantaggio, Chiaffredo Bergia era solito travestirsi da pastore o contadino, oppure, nell’aquilano, operava frequentemente indossando l’abito di una suora di clausura per non destare sospetti ed effettuare arresti a sorpresa. Tante furono le imprese che riuscì a portare a termine, tra cui si ricorda quella del 29 luglio 1871 allorquando catturò – all’esito di un violento conflitto a fuoco sulle montagne tra Barrea e Castel di Sangro – il famigerato brigante di Roccaraso Croce di Tola, detto “Crocitto”, considerato all’epoca uno dei criminali più ricercati d’Italia poiché destinatario di oltre cinquanta ordini di cattura e sulla cui testa pendeva una taglia di 3 mila lire per chi l’avesse consegnato alla giustizia, vivo o morto.

Promosso nel corso della carriera sino al grado di Capitano e deceduto il 2 febbraio 1892, Bergia rimane un punto di riferimento per l’Arma, che gli ha intitolato numerose caserme tra cui quelle di Chieti, Torino e Bari.

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