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  • Agnone senz’acqua, scaricabarile di Grim: «Reti idriche vetuste per mancanza di investimenti da parte degli enti locali»

    Mentre ancora vanno avanti le sospensioni notturne dell’erogazione idrica, l’acqua potabile nelle abitazioni, in molte zone e quartieri di Agnone, giunge in redazione una richiesta di replica ad un articolo pubblicato nei giorni scorsi. Nel pezzo si dava conto della perdurante crisi idrica ed in particolare si trattava la vicenda relativa alla rottura della rete in via Saulino.

    Pubblichiamo, di seguito, in replica, la nota siglata dal direttore generale facente funzioni di Grim, il ragionier Massimo Saluppo. «Preliminarmente necessita evidenziare che: il gestore attualmente non ha la sfera magica per individuare, in anticipo, le possibili rotture idriche e che certamente non può ricadere sulla scrivente società se questi inconvenienti accadono a ridosso delle festività natalizie (ne avremmo volentieri fatto a meno); le reti idriche, fognarie e gli impianti di depurazione transitati dai Comuni alla Grim per effetto della obbligatoria gestione unica del servizio idrico integrato della Regione Molise presentano una notevole vetustà derivante dalla totale mancanza di investimenti a valere sui predetti da parte degli enti locali; nell’ambito delle numerose attività che stiamo portando avanti (sostituzione contatori, distrettualizzazione delle reti, rifacimento impianto di depurazione, regolarizzazione autorizzazioni amministrative, ecc.), intendiamo anche avviare un percorso che ci consentirà di arrivare alla cosiddetta manutenzione predittiva sulle reti.

    L’articolo enfatizza che “un’intera città senza acqua, per ore, addirittura per un giorno intero, proprio a ridosso delle festività natalizie”, ma questo non corrisponde all’effettivo accadimento che riteniamo, per quanto sopra, dover precisare. Si ritiene contestare quanto riportato nell’articolo, in quanto, nella fattispecie, l’interruzione idrica, necessaria alla riparazione, ha comportato la chiusura solo di una parte della rete cittadina servita e non di tutta la città di Agnone, diversamente da quanto riportato nell’articolo. Altresì non è mai stata chiusa la rete idrica per un giorno intero, in quanto, giusti comunicati stampa debitamente postati sul nostro sito, il giorno 22 dicembre alle ore 16 è stata segnalata la perdita (segnalata la zona dove fuoriusciva l’acqua); alle 16,15 è stato chiuso il flusso idrico per quella zona; alle 16,30 è stato fatto il comunicato stampa per avvisare i cittadini; solo in tarda serata è stata individuata con precisione la perdita. Il giorno 23 dicembre alle 8,30 sono iniziati i lavori di riparazione e contestualmente è stato pubblicato altro comunicato; alle 10 è stato completato il lavoro e regolarmente ripristinato il flusso idrico per la zona interessata ai lavori e non per tutta la città di Agnone. Ebbene, da quanto sopra, risulta facilmente risalire alle ore effettive di chiusura che vanno dalle ore 16,15 alle 20 del giorno 22 e dalle 7 alle 10 del giorno 23, per una durata di circa sette ore di sospensione e non 24 ore (tra l’altro dalle 20 alle 7 dei predetti giorni era stata già programmata la chiusura notturna in quanto la Asrma fornisce un quantitativo idropotabile non sufficiente a garantire il flusso idrico regolare per tutta la giornata).

    L’articolo continua evidenziando che “i tecnici del sedicente gestore del servizio idrico hanno scoperto la falla che ha fatto sprecare centinaia di metri cubi di acqua ogni ora”; considerato che la segnalazione di perdita idrica pari a 5 litri al secondo è delle ore 16 e la chiusura è stata eseguita dopo solo quindici minuti, la Grima ha “sprecato” circa 4,5 metri cubi di acqua (ovvero quello che consuma una famiglia media in due giorni), ma soprattutto, se la matematica non è un’opinione, con una portata di 5l/s, ogni ora se ne sarebbero dispersi 18 metri cubi e non già cento. Altresì “il guasto non è stato riparato perché banalmente mancava un componente, una cravatta di raccordo che serve per serrare due tubi. E pare che la ricerca di questa benedetta cravatta sia stata più complessa del solito, con una sorta di spedizione che ha sconfinato anche in Abruzzo”; il guasto non è stato riparato immediatamente in quanto la fuoriuscita di acqua in superficie non corrispondeva al punto effettivo di rottura della condotta e pertanto i tecnici hanno dovuto preliminarmente ricercare la perdita, scavare nel punto esatto e solo successivamente si è potuto procedere alla riparazione della stessa. Le complesse attività che precedono una riparazione di condotta idrica non sempre conducono ad una tempestiva e risolutiva soluzione alla problematica, in quanto le reti hanno sezioni di tubo diverse e sicuramente alcun gestore ovvero affidatario del servizio di manutenzione possiede un magazzino tale da contemplare le innumerevoli fattispecie che si possono riscontrare. La ditta affidataria, per conto della Grim, della manutenzione per il Comune di Agnone aveva in magazzino solamente una cravatta per tubi di acciaio con sezione da 200 mm non adeguata alla dimensione della rottura.

    Il giorno 23 alle ore 7 la cravatta adatta alla riparazione è stata consegnata dalla Grim al manutentore che alle 10 ha provveduto a completare i lavori di riparazione con la riapertura del regolare flusso idrico. Per quanto attiene la chiusura dell’articolo per cui “sarebbe Grim, per contratto, a dover assumere i necessari provvedimenti al fine di sopperire alla mancanza di acqua, non certo gli utenti che pagano le bollette. Ma fino a quando i soldi del Pnrr saranno impiegati per la sostituzione dei contatori e non per l’ammodernamento e la sostituzione della rete idrica colabrodo, come si è lasciato sfuggire il sindaco Daniele Saia nel corso di un incontro conviviale con la stampa agnonese, questi saranno i risultati: acqua razionata anche a Natale come se Agnone si trovasse nel bel mezzo di un deserto”, non riteniamo che il sindaco Saia possa averlo affermato in quanto conosce perfettamente il progetto Pnrr che consentirà, a partire dal marzo 2026, di intercettare ad horas le perdite anche quelle derivanti dalla rottura dello sciacquone; l’amministrazione comunale, sulla fattispecie, ha avuto modo di seguire le attività poste in essere dalla Grim ai fini della risoluzione della problematica in quanto costantemente informata dai nostri uffici tecnici; la Grim Scarl giornalmente sta invitando, a mezzo Pec, la Molise Acque, e per conoscenza il Comune di Agnone, ad aumentare il flusso idrico a valere sui serbatoi comunali al fine di scongiurare le chiusure notturne». Punto, fine, firma il ragionier Massimo Saluppo.

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    1 Comment

    1. Nicola says: Rispondi

      Ridicolo fare “il conto della serva” sulle ore di sospensione scorporando quelle necessarie alla riparazione da quelle per sospensione programmata; altrettanto inopportuno precisare che la sospensione ha interessato “solo” una parte della Città, come se il numero degli utenti “sfortunati” sia determinante nel valutare l’urgenza di una riparazione. Il diritto ad usufruire di un servizio come l’acqua corrente vale anche per un singolo soggetto che paghi regolarmente le fatture. La realtà è che siamo tutti esasperati da questa situazione di pseudo-emergenza che va avanti da anni e quindi, per dare un segnale di cambiamento, si sarebbe dovuto proseguire ad oltranza con i lavori (anche nelle ore serali) e per un giorno soprassedere alla programmata chiusura notturna; la sensazione invece è che il ragionamento sia stato: “Se ne riparla domani, tanto tra poco comunque l’acqua verrà chiusa”. Il “gattopardismo” colpisce ancora…

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