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  • Busto santo patrono e ritorno suore ad Agnone, l’annuncio di Palumbo

    Il Covid non ferma le celebrazioni in onore della Madonna delle Grazie. L’appuntamento si è ripetuto ieri mattina, quando alle ore 6, nella chiesa madre di San Marco Evangelista il vescovo di Trivento Claudio Palumbo ha celebrato la prima messa. Quella del 21 novembre è una data molto significativa per gli agnonesi visto che dà il via ai festeggiamenti per il Natale. Non a caso l’evento è ribattezzato il “Piccolo Natale. La genesi trova radici allorquando artigiani e pastori in questo periodo partivano per le Puglie per vendere manufatti in rame e assicurare cibo fresco alle proprie mandrie. Una spedizione che non sempre assicurava il ritorno per Natale nelle proprie abitazioni, di qui la decisione di celebrare la santa ricorrenza nel giorno della Madonna delle Grazie.

    Toccante come sempre la “Pastorale” scritta nel ‘900 da Luigi Gamberale ed eseguita da musicisti del posto devoti alla Madonna. Tra i primissimi posti presente anche il sindaco di Agnone, Daniele Saia. A fine della prima celebrazione, l’annuncio di due notizie attese dai fedeli. La prima per bocca dei padri Caracciolini che hanno comunicato la realizzazione del busto del patrono San Cristanziano (la statua attuale non è originale) che sarà pronto per il prossimo 13 maggio grazie alle offerte economiche e in argento donate da parrocchiani ed emigrati ai quali è stato rivolto l’appello a continuare a contribuire. L’opera, fortemente sponsorizzata dal comitato San Cristanziano e dall’ex amministrazione comunale, vedrà la luce per mano dei titolari della pontificia Marinelli. La seconda news data direttamente da monsignor Palumbo il quale ha riferito del ritorno in Agnone delle suore che molto probabilmente prenderanno possesso del centro sociale di Maiella, struttura voluta dal compianto don Filippo La Gamba ma in realtà mai utilizzata se non per lezioni di catechismo. A tal riguardo si susseguono sopralluoghi da parte della curia per intercettare i locali idonei ad ospitare le consorelle che tornerebbero ad Agnone a distanza di molti anni.

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