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  • Carmine Valentino Mosesso: il poeta contadino, nuova voce dell’Appennino

    Lo chiamano il “poeta contadino”, Carmine Valentino Mosesso, 27 anni, che dopo la laurea in Agraria ha fatto ritorno nelle sue terre appenniniche e le ha letteralmente abbracciate. Ci ha immerso le mani, ha costruito una fattoria dove coltiva e alleva animali e, mentre va al pascolo, scrive le sue poesie. Versi dallo sguardo ampissimo, che diventano un inno alla «restanza, al ritorno, ai paesi dimenticati, a una nuova ecologia dell’essere».

    Carmine Valentino Mosesso, classe 1994, vive a Castel del Giudice, piccolo borgo dell’Alto Molise, dove ha fatto ritorno. Laureato in Agraria, è socio fondatore di un’azienda agricola gestita insieme alla sua famiglia. Alla cura dei campi e degli animali affianca un forte impegno civile e politico per «il riscatto dei paesi dell’Italia interna e dei territori cosiddetti marginali», sempre centralissimi nella sua poesia. È attivissimo nel suo territorio e sui social per dare voce e mettere in rete le tante realtà rurali che perseguono lo stesso obiettivo. Le sue sono parole militanti, invitano a ripensare noi stessi e la nostra storia, a immaginare un nuovo baricentro, evitando critiche e moralismi: semplicemente sono, come possono essere le mani di un pastore, una zolla spaccata, il ragliare di un mulo, il forno di un paese, l’ultima neve sulla cima dei monti dell’Alto Molise.

    «La sua voce limpida e immediata raccoglie altre voci, quelle dimenticate, quelle lontane dal clamore odierno, quelle che sussurrano nel sibilare del vento, tra le cortecce di un albero, tra le pietre di una strada che diventa vicolo, che diventa sentiero, che diventa natura. Ciò che non riesce a mettere in parola, lo realizza con i fatti» dice di lui la critica letteraria. “La terza geografia“, edito dalla Neo Edizioni, è appena stato pubblicato ed è disponibile in tutte le librerie e sugli store online. Una raccolta di poesia che è il racconto di qualcosa che reputiamo antico, ma che qui diventa nuovo. «Un richiamo chiarissimo per indicare una direzione alternativa, intima e universale». Nelle “terre alte” del Molise interno.

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