• In evidenza
  • “Dacci il nostro pane quotidiano”, l’appello di don Alberto Conti

    Carissime e carissimi, nei duri mesi che abbiamo appena attraversato e superato abbiamo appreso una parola che, al solo pronunciarla, ci riempie di sgomento e inquietudine perché esprime la nostra condizione di fragilità “globale”. Questa parola è “pandemia” e, da quasi sconosciuta che era, è entrata con prepotenza nel nostro vocabolario quotidiano man mano che il cammino del virus Covid 19 è diventato più veloce, inarrestabile nella sua devastante capacità di contagio, raggiungendo ogni angolo del mondo e mettendo a repentaglio la salute di tutti noi che condividiamo l’irripetibile destino di vivere in questo tempo sulla stessa parte dell’Universo nato dal soffio vitale di Dio.

    Sbaglieremmo, però, a limitare questo termine al suo esclusivo significato di diffusa emergenza sanitaria, la “pandemia” è qualcosa di più ampio e forse di meno eccezionale, non solo perché può essere una condizione destinata a riproporsi, segno della frattura irrimediabile dell’equilibrio tra gli uomini e l’ambiente, ma soprattutto perché riguarda la normalità di tante aree del nostro pianeta e della nostra stessa società, dove la povertà, la fame, la negazione del diritto alla vita e a condizioni accettabili di esistenza sono i concreti e attuali drammi della vita quotidiana.

    L’esserci scoperti tutti fragili, indifesi, bisognosi dell’aiuto degli altri ci può oggi aiutare a riflettere quanto siano diffuse, e con quanta urgenza richiedano forti azioni di contrasto, tutte le altre “pandemie” di cui continua a essere vittima tanta parte dell’umanità.

    Per questo, la Caritas italiana ha lanciato un appello per una grande campagna contro la pandemia della fame e della povertà chiamata “Dacci il nostro pane quotidiano”, per sottolineare ciò che da sempre è presente nel messaggio e nell’azione dei cristiani. Abbiamo tremato, giustamente, per la pandemia sanitaria, ma questa ha determinato un peggioramento di chi già viveva le sue pandemie economiche e sociali: ciò deve spingerci a moltiplicare il nostro impegno di solidarietà, deve convincerci a dare in prestito le nostre attività e una parte dei beni che possediamo, piccoli o grandi che siano, gratuitamente, come ci insegna il Vangelo senza pretendere nulla in cambio, guardando il bisogno del nostro vicino e allungando lo stesso benevolo sguardo anche lontano da noi, verso quella parte del mondo che aspetta il nostro conforto e aiuto.

    Ho ricevuto qualche giorno fa una bella lettera di padre Antonio Germano, missionario nato a Duronia, che ha voluto ringraziarmi, e per me tutti voi, del sostegno che in questi anni la Caritas di Trivento ha garantito alla missione di Chuknagar in Bangladesh della quale egli è da tempo responsabile e indomito animatore. Padre Antonio ha voluto anche precisare, con alcune cifre, quello che, grazie a noi, è riuscito a dare a quella gente sfortunata. La Caritas di Trivento, recentemente, ha inviato alla Missione 3mila euro, con essi è stato possibile distribuire a ciascuna delle 150 famiglie più povere (non solo cristiane, perché il nostro prossimo riflette sempre, a qualunque religione appartenga, il volto sofferente di Cristo) 25 kg. di riso, 2 kg. di lenticchie, un litro di olio, tre pezzi di sapone, una dotazione minima che ha soccorso concretamente – ci dice padre Antonio – i più miseri e senza speranza. Alla Missione di padre Antonio occorrono ogni anno circa 30 mila euro per svolgere le sue tante attività di assistenza, ebbene un terzo di questa somma – anche questo ha voluto ricordare padre Antonio nella sua lettera – è stata coperta negli ultimi anni dalle donazioni della nostra Caritas, di tutti Voi.

    Vi propongo, perciò, di partecipare alla Campagna “Dacci il nostro pane quotidiano” rinnovando il nostro impegno concreto a favore della Missione di padre Antonio e delle famiglie povere di Chuknagar che egli ha raccolto sotto l’ala della sua protezione.

    Sono certo che anche questa volta, tutta la nostra Comunità e tutti “gli uomini e donne di buona volontà” vorranno essere presente perché, in quel lontano e misero angolo di mondo, la pandemia della povertà e della fame venga sconfitta dall’unico vaccino che abbiamo da subito a disposizione, quello del nostro Amore cristiano e della solidarietà umana.

    Don Alberto Conti

    Direttore Caritas Trivento

    .

    Per le donazioni:

    Bollettino postale intestato a: Caritas Trivento

    ccp n. 10431864

    Intestazione: Dacci il pane quotidiano

    oppure

    Bonifico intestato a: Fondazione Caritas Trivento Onlus

    IBAN: IT 18 M 08189 41140 0000 00017 336

    BCC della Valle del Trigno – Ag. di Trivento

    Riportare nella CAUSALE l’indirizzo completo dell’offerente

    Sostieni la stampa libera, anche con 1 euro.

    Rispondi