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venerdì 9 Ottobre 2026
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Gli animali migratori connettono il pianeta, esperti in convegno nel Vastese

«Gli animali selvatici migratori contribuiscono alla salute degli ecosistemi e al benessere umano. I loro spostamenti favoriscono l'impollinazione delle piante, la dispersione dei semi, il controllo dei parassiti e degli insetti vettori di malattie, nonché la ridistribuzione dei…

«Gli animali selvatici migratori contribuiscono alla salute degli ecosistemi e al benessere umano. I loro spostamenti favoriscono l’impollinazione delle piante, la dispersione dei semi, il controllo dei parassiti e degli insetti vettori di malattie, nonché la ridistribuzione dei nutrienti. Sostenendo foreste, praterie e oceani che immagazzinano carbonio, essi aiutano inoltre ad affrontare il cambiamento climatico».

Nelle parole dell’ornitologo di fama mondiale Fernando Spina, consigliere per la connettività e le reti della Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica (CMS), emerge l’importanza del congresso internazionale dedicato all’elaborazione dell’Atlante delle migrazioni animali, che ha preso il via oggi e proseguirà fino a domenica 11 ottobre a Vasto, in provincia di Chieti, nelle sale di Palazzo d’Avalos, con la partecipazione dei massimi esperti del settore.

Si tratta di una delle azioni previste dalla Convenzione di Bonn, firmata nel giugno 1979. A organizzare la tre giorni, a seguito di un accordo con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), è la Bio Cantina Sociale Orsogna, leader in Italia nella viticoltura biologica e biodinamica, in collaborazione con la cooperativa Cogecstre di Penne, in provincia di Pescara, che gestisce le riserve di Punta Aderci e di Vasto Marina.

«Attraverso cieli, continenti e oceani, oltre montagne e deserti, lungo fiumi e coste, gli animali selvatici migratori percorrono rotte invisibili – spiega ancora Spina –. Con una resistenza e uno sforzo fisico senza eguali nel mondo animale, essi collegano luoghi, ambienti, Paesi, continenti e popolazioni. Rappresentano una chiara testimonianza di come la Terra funzioni come un unico ecosistema privo di confini».

Le mappe delle migrazioni costituiscono dunque un’eccellente fonte di informazioni sui complessi schemi di spostamento e favoriscono l’individuazione e l’attuazione di misure di conservazione.

Sotto l’egida della CMS è stato ideato il progetto di un atlante modulare che offrirà ai decisori politici, ai pianificatori di infrastrutture, agli sviluppatori, agli studenti e a chiunque sia interessato alle migrazioni animali una panoramica delle conoscenze attuali sugli spostamenti della fauna a livello globale e regionale, includendo diversi gruppi animali. Lo strumento online renderà accessibili a tutti i dati provenienti da numerose tecnologie e studi, coprendo centinaia di specie oggetto di ricerche condotte nell’arco di decenni e, talvolta, di secoli.

«Gli animali selvatici migratori offrono un contributo al rafforzamento della sicurezza alimentare attraverso la pesca, l’agricoltura, l’impollinazione e il controllo naturale dei parassiti; tutelano la salute riducendo il rischio di malattie; e sostengono l’occupazione e il reddito derivanti dal turismo, dalle attività ricreative e dalla pesca, in particolare nelle comunità rurali e costiere», prosegue Spina.

Nell’elaborazione dell’Atlante, gli esperti sfrutteranno i progressi scientifici e tecnologici, insieme alle conoscenze acquisite, per promuovere la ricerca e la collaborazione a sostegno delle specie a rischio di estinzione.

«Gli animali migratori attraversano abitualmente i confini e, nel corso del loro ciclo vitale, dipendono da reti di habitat che si estendono su più Paesi – conclude l’ornitologo –. Poiché la crescita della popolazione umana, la perdita e la frammentazione degli habitat, lo sfruttamento eccessivo, lo sviluppo infrastrutturale, l’inquinamento e il cambiamento climatico aggravano la crisi della natura, un’efficace conservazione di queste specie e dei loro habitat richiede politiche internazionali coordinate. Ciò si fonda in larga misura sulle evidenze scientifiche più solide e autorevoli. Per le decisioni riguardanti le specie migratrici sono necessarie informazioni chiare sulle rotte principali, sulle modalità del loro utilizzo e sui luoghi in cui si verificano concentrazioni di esemplari, nello spazio e nel tempo».

Le numerose sessioni di lavoro della CMS si svolgeranno a porte chiuse. Domenica 11 ottobre, dalle ore 14.30, sempre a Palazzo d’Avalos, si terrà invece la sessione aperta al pubblico, dal titolo “Gli animali migratori connettono il pianeta“, con le relazioni e gli interventi conclusivi degli esperti. I lavori saranno introdotti dal sindaco di Vasto Francesco Menna, dall’assessore con delega all’Ambiente Gabriele Barisano, da Giuseppe Micozzi e Camillo Zulli, rispettivamente presidente e direttore della Bio Cantina Sociale Orsogna, da Michele Del Borrello, presidente della Cantina Sociale San Michele di Vasto, e da Fernando Di Fabrizio, presidente della cooperativa Cogecstre.

Gli interessati potranno seguire la sessione pubblica sul canale YouTube della CMS, all’indirizzo: www.youtube.com/@BonnConvention.

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