In merito alla querelle sulla targa della pace da apporre nei pressi del monumento ai caduti di Agnone riceviamo dal promotore dell’iniziativa, Francesco Mazziotta, la seguente nota che pubblichiamo di seguito.
Recentemente sono apparsi articoli critici sulla proposta relativa all’installazione della targa con scritta di Papa Francesco sulla pace davanti al monumento ai caduti del Comune di Agnone. Tali articoli si rivelano in larga misura privi di informazione e di documentazione, perché ignorano che il progetto è supportato da tutta la documentazione necessaria per la sua realizzazione:
- Deliberazione Comunale n. 192 del 3 settembre 2024;
- Autorizzazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Molise del 16/10/2024;
- Richiesta di Autorizzazione Paesaggistica del 22/11/2024
- Parere di Conformità Urbanistica del 24/3/2025;
- Permesso per costruire n. 206/2024, Prot. 4433 del 24/3/2025;
- Comunicazione di inizio lavori del 21/3/2026.
Per completezza va precisato che il Comune di Agnone è stato sollevato da ogni onere economico circa la realizzazione dell’opera.

Questa iniziativa nonviolenta, sostenuta dalla Caritas della Diocesi di Trivento, ha come scopo l’educazione alla pace e intende promuovere il monumento ai caduti non nella prospettiva della celebrazione delle imprese belliche e delle vittorie militari, ma come simbolo di riscatto dei caduti dalla logica della guerra, perché è stata proprio la guerra a falciare le loro giovani vite.
L’iniziativa pertanto mira a ricordare i caduti e a vedere nel loro sacrificio un seme prezioso da coltivare, perché da esso germogli l’albero della pace. Quanti soldati strappati alle loro famiglie e al loro lavoro sono stati obbligati a partire per i fronti di guerra dove hanno perso la vita! Quante guerre sono state il portato dell’incapacità della politica nel trovare soluzioni diplomatiche alle tensioni internazionali! Quante guerre potevano essere evitate! Quante vite umane potevano essere risparmiate!
La morte cruenta sui fronti bellici, le nefaste conseguenze economiche di ogni guerra ci fanno toccare con mano la follia della guerra, sicché è logico e naturale ripudiarla, in sintonia con l’articolo 11 della Costituzione italiana. I caduti in definitiva ci insegnano che solo se riusciremo a diventare un’umanità dialogante e pacifica, e riusciremo a bandire la guerra, non ci saranno più caduti. In tutto ciò sta l’alto significato simbolico della targa della pace installata proprio davanti al monumento ai caduti e non in altro luogo.

La proposta, come si può notare, non è frutto di improvvisazione: è stata fatta dallo scrivente cinque anni fa all’Amministrazione Comunale di Agnone con lettera, subito accolta dal Sindaco Daniele Saia, dal Vicesindaco Giovanni Di Nucci e da altri Amministratori, avente ad oggetto: “Agnone città di pace: proposta di installazione Targa sulla Pace davanti al monumento ai caduti”. Nella lettera si proponeva di caratterizzare la città con progetti creativi sul tema della pace, sì da renderla il più possibile ancor più attrattiva dal punto di vista religioso, civile e turistico-ambientale. La prima di queste proposte era proprio riferita alla Targa di che trattasi. La proposta si è consolidata con l’adesione unanime degli otto Comitati di Quartiere di Agnone, di 23 Associazioni e di tutti i sacerdoti del territorio.

All’inziativa di pace non è mancato il supporto del vescovo della Diocesi di Trivento, Monsignor Claudio Palumbo, cui è seguito l’appoggio del nuovo Vescovo, Monsignor Camillo Cibotti. Per questo, grazie anche alla collaborazione della Caritas diocesana guidata da don Alberto Conti, l’iniziativa si è estesa ad altri dieci Comuni, che hanno già installato la targa sulla pace nei luoghi dedicati alla commemorazione dei caduti e che di seguito vengono elencati: Belmonte del Sannio, Capracotta, Castelguidone, Castiglione Messer Marino, Civitanova del Sannio, Montenero Valcocchiara, Pescolanciano, Poggio Sannita, Sant’Angelo del Pesco, Schiavi d’Abruzzo.
Questi sono i dati reali da cui non si può prescindere se si intende informare l’opinione pubblica in modo veritiero. Non si possono pubblicare notizie false, impedendo al lettore di formarsi idee basate sulle fonti e su fatti reali. Non si possono pubblicare ricostruzioni fantasiose o peggio faziose, perché fondate sul racconto unilaterale di chi si oppone al progetto e senza contraddittorio, senza interpellare direttamente chi quel progetto ha coltivato con amore, con l’impegno volontario, e con il rigoroso rispetto dei valori storico-estetici del monumento ai caduti.

Come è possibile falsificare la realtà al punto di affermare che la targa viene apposta all’interno del complesso monumentale o nel monumento, quando invece il monumento, secondo il progetto, non viene neppure sfiorato? Sappiano gli autori degli articoli che il progetto prevede l’installazione della targa al di fuori dell’area recintata su cui si erge il monumento, cioè in corrispondenza del gradino d’accesso all’area monumentale. E la pietra del gradino, aggiunta in tempi recenti, non è un reperto dell’epoca del monumento. Il rispetto dei valori storico-estetici del monumento è assoluto, la pietra con scritta di papa Francesco, collocata al posto del gradino, quasi rasoterra, non ha nessun impatto sul monumento.
La battaglia in difesa di quel gradino, condotta con dispiegamento di gazebo, tavolino, sedie, cartoni distesi a protezione del “prezioso” gradino, striscioni rossi, richiesta di occupazione di suolo pubblico con proroghe di lungo periodo e con piena legittimazione comunale, davanti al monumento ai caduti, per raccogliere firme di opposizione al progetto, desta un sorriso bonario.

Chissà se tutte le persone che hanno firmato sono state dovutamente informate sul fatto che il progetto non aveva nessun impatto sul monumento? Mi è capitato di incontrare persone che avevano firmato perché avevano capito che la pietra con scritta sulla pace avrebbe avuto un impatto sul monumento, quando invece tale impatto, sulla base del Progetto approvato, non c’era affatto. Queste falsificazioni della realtà non fanno un buon servizio all’Associazione Fidas, il cui nome è stato utilizzato strumentalmente per la raccolta firme che non pare rientri nelle finalità dell’Associazione dei donatori di sangue.
Le firme, raccolte del resto fuori tempo massimo, a fronte di un progetto dotato di tutte le approvazioni, costituiscono un elemento soggettivo non in grado di consentire una procedura di revoca del progetto stesso (art. 21 quinquies, octies e novies L. 241/1990). Non si può del resto ignorare il sostegno sopra ricordato di tutti i Comitati di quartiere, organismi rappresentativi della città, delle 23 Associazioni e di tutti i sacerdoti del territorio, che hanno firmato la petizione favorevole alla proposta di che trattasi.

In definitiva ci sono tutte le condizioni per installare la Targa sulla Pace davanti al monumento ai caduti. In tutto ciò c’è la piena legalità. E la legalità costituisce un argine alla violenza, una barriera rispetto a chi ha minacciato di rimuovere la Targa qualora venisse installata davanti al monumento ai caduti.
La pratica della nonviolenza, che costituisce la traduzione concreta della pace, tuttavia, ci spinge verso un orizzonte che va oltre lo stesso perimetro della legalità e ci fa dire: non è importante vincere, ma con-vincere (cioè vincere insieme). Preferisco rinunciare alla legittima e giusta vittoria se essa non viene capita e non contribuisce alla crescita morale e civile della comunità.
Per questo, e nonostante tutto, scelgo la via della tolleranza, del dialogo costruttivo e della pace.
Francesco Mazziotta