I furti messi a segno negli ultimi mesi nelle campagne molisane, a danno di imprenditori agricoli della regione, impongono una attenta riflessione. Ne è convinta Coldiretti Molise che si fa portavoce del comune sentire degli imprenditori agricoli, esposti al crescente rischio di vedersi sottrarre, non più solo mezzi, attrezzature e carburante, indispensabili al proprio lavoro, ma anche animali, fino ad arrivare agli stessi prodotti agricoli, senza dimenticare il furto di raccolto che quotidianamente subiscono dalla fauna selvatica. Uno stato di cose, questo, che sta accrescendo sempre più la sfiducia degli agricoltori portandoli spesso alla drastica decisione di chiudere le proprie aziende.

Il business dei furti in campagna in Italia genera danni ingentissimi, stimati da alcune fonti in circa 300 milioni di euro all’anno, compresi nel più ampio e crescente business delle agromafie, che muovono cifre enormi, con volumi d’affari che nel 2025 hanno toccato i 25,2 miliardi di euro, includendo frodi, racket, caporalato e controllo della filiera agroalimentare.
“Non ci troviamo più difronte a ‘ladri di polli’ – osserva il direttore regionale della Coldiretti Molise, Aniello Ascolese – quanto a veri e propri criminali, che spesso compiono raid notturni capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole, come quelle operanti sul nostro territorio. Per questo – aggiunge Ascolese – in alcune zone d’Italia c’è anche chi si organizza con ronde e servizi di vigilanza notturni per tenere al sicuro i propri indispensabili strumenti di lavoro”.
Nelle campagne, osserva Coldiretti Molise, la criminalità organizzata può contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento che rendono più agevole la messa a segno di furti. “Molti dei nostri imprenditori – aggiunge il presidente regionale di Coldiretti, Claudio Papa – non abitano nelle immediate vicinanze delle loro aziende ma risiedono nei piccoli centri, distanti anche vari chilometri. Una circostanza, questa, che, pur in presenza di sofisticati antifurti, favorisce i raid notturni a loro danno”.
Per questo Coldiretti, pur invitando gli imprenditori a segnalare tempestivamente alle forze dell’ordine presenze “sospette” nei loro territori, fa appello alle Istituzioni, ai vari livelli e per le diverse competenze, di intensificare l’azione di contrasto al fine di poter giungere al superamento della situazione di solitudine, invertendo la tendenza allo smantellamento dei presidi sociali e delle forze di sicurezza presenti sul territorio anche con l’ausilio delle nuove tecnologie.
La difesa delle aree interne e rurali, che dovrebbe contare anche sulla certezza del diritto, sottolinea Coldiretti, risulta di fondamentale importanza anche per la tenuta socio economica. “Dove le aziende chiudono – ricorda Papa – il territorio subisce un impoverimento complessivo fatto di perdita di posti di lavoro oltre ad un indotto economico che vi gravita attorno. A ciò – conclude il direttore Ascolese – si somma lo spopolamento del territorio che porta alla scomparsa di un fondamentale presidio di salvaguardia del suolo, sempre più esposto ai rischi del dissesto idrogeologico causato dai cambiamenti climatici in atto”.