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  • Settimana corta, crollano le presenze e la maggioranza in Comune si spacca

    Sarà stata la neve, oppure la paura della circolazione del virus, o forse proprio l’introduzione della settimana corta. Certo è che nella giornata di ieri le aule dell’istituto scolastico “D’Agnillo” erano quasi deserte. Due, tre, sette presenti, classi dimezzate, anzi ridotte proprio all’osso. In molti casi non si è fatta lezione, proprio a causa delle troppe assenze. L’asilo nido è rimasto chiuso perché i bambini non sono andati proprio. Un avvio di settimana corta con un “giallo”, dunque, ieri mattina ad Agnone.

    Il test del nuovo orario è sicuramente falsato, perché appunto ci si è messa la neve a rendere tutto più complicato e anche la situazione epidemiologica cittadina ha fatto optare molti genitori per non inviare i propri figli a scuola. Intanto pare si sia spaccata la maggioranza che amministra il Comune di Agnone. Il motivo del contendere è proprio l’introduzione della settimana corta, cinque giorni di lezione, nell’istituto “D’Agnillo”.

    Il sindaco Saia, nei giorni scorsi, ha incontrato una delegazione di genitori contrari alla settimana corta. Spalleggiato dall’assessore Gennarelli, il primo cittadino ha tentato di convincere le famiglie degli alunni che questa sia la soluzione migliore. Intanto ieri si è avviata questa nuova modalità didattica che ha creato, complice anche la nevicata notturna, intuibili disagi agli alunni, soprattutto a quelli provenienti dalle frazioni. L’orario di ingresso a scuola è stato anticipato, traducendosi in una rimodulazione dei tempi anche per quanto riguarda i trasporti pubblici assicurati dagli scuolabus. Da fonti dell’amministrazione si apprende che alcuni esponenti della stessa avrebbero espresso la propria contrarietà alla settimana corta, perché crea molti disagi ai ragazzi e ai bambini che dalle frazioni prendono lo scuolabus per raggiungere la sede scolastica ad Agnone. Il nuovo orario comporta che gli alunni, anche i più piccoli, debbano alzarsi anche un’ora prima rispetto al solito e rientrare a casa un’ora dopo. Anche i bambini delle elementari. Questo è «assurdo» secondo il parere di qualcuno della maggioranza.

    Pare ci sia stato anche uno scontro piuttosto acceso con il sindaco e con l’assessore Gennarelli che invece sono convinti e decisi di dover procedere con la settimana corta. Certo è che la decisione di parte della maggioranza ha sollevato un polverone di polemiche nei giorni scorsi. Da indiscrezioni pare che addirittura un assessore abbia palesato al sindaco più di qualche perplessità. Si tratterebbe dell’assessore alle politiche sociali, Enrica Sciullo, la quale però non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche in tal senso, ligia ad una sorta di disciplina di partito. Che ci sia maretta, anzi una vera e propria frattura all’interno della maggioranza, è tuttavia sotto gli occhi di tutti. E nelle ultime ore il sindaco Saia, consapevole delle proteste da parte delle famiglie degli alunni, ha in qualche modo tentato di scaricare le responsabilità sulle istituzioni scolastiche. «Una decisione presa dalla dirigente scolastica, dal DSGA e dal Collegio dei Docenti e notificata al Comune di Agnone» ha chiarito il sindaco.

    E ancora: «A fronte della scelta effettuata dalla scuola, l’amministrazione si è messa al lavoro per rimodulare i servizi di competenza in funzione dei nuovi orari di entrata ed uscita. Obiettivo dell’amministrazione riguardo il trasporto scolastico è quello di offrire il miglior servizio possibile; quindi, qualora verranno sollevate criticità relative a tale organizzazione, il Comune lavorerà affinché si possano apportare opportuni aggiustamenti». Insomma, massima disponibilità da parte dell’amministrazione comunale per la gestione degli orari del trasporto scolastico.

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