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domenica 25 Ottobre 2026
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Studenti in piazza anche ad Agnone: ma non per devastare la città, “solo” per chiedere la pace

«Grazie a voi ragazzi delle scuole lanciamo l'idea di fare di Agnone una "Città della Pace". Ci sono tutti i presupposti per mettere in pratica questo progetto. Perché Agnone è già una città di pace, per la sua…

«Grazie a voi ragazzi delle scuole lanciamo l’idea di fare di Agnone una “Città della Pace“. Ci sono tutti i presupposti per mettere in pratica questo progetto. Perché Agnone è già una città di pace, per la sua storia religiosa, per le sue tante chiese, per le sue campane con la presenza della millenaria fonderia, per i suoi santi. Agnone può e deve dare un messaggio di pace, facendola diventare appunto la città della pace».

Così Francesco Mazziotta, docente in pensione di storia e filosofia al liceo, ha aperto la manifestazione pacifista andata in scena venerdì mattina proprio ai piedi del monumento ai caduti in piazza Unità d’Italia. Un evento preceduto dalle polemiche circa l’installazione di una lapide recante una frase di Papa Francesco inneggiante alla pace. La collocazione della targa non c’è stata, sarà posizionata altrove, in accordo con l’amministrazione comunale e per non urtare la sensibilità di chi ha difeso il monumento ai caduti stesso da quello che è stato considerato una sorta di sacrilegio.

E quella che sembra una resa dei pacifisti agnonesi, che hanno accettato di non collocare la famosa targa nei pressi del monumento dedicato ai caduti delle guerre, in realtà è trasformata in una nuova opportunità. Nascerà infatti, un vero e proprio parco della pace cittadino, che potrà accogliere la targa di Papa Francesco senza urtare la sensibilità di alcuno. Ne ha parlato, davanti ai tanti studenti delle scuole cittadine, il professor Mazziotta: «Si è pensato di realizzare un parco della pace, dove sarà collocata la targa, se l’amministrazione comunale metterà al centro della propria azione questo progetto».

Poi la parola è passata ai bambini e ai ragazzi delle scuole, che hanno animato gioiosamente e con tanti colori, slogan e manifesti la giornata pacifista. Per l’amministrazione comunale era presente il consigliere delegato alla cultura, già vicesindaco nella passata gestione, Giovanni Amedeo Di Nucci. Parole di speranza e allo stesso tempo di incoraggiamento sono state rivolte alla cittadinanza da parte del vescovo di Trivento, monsignor Camillo Cibotti, che ha presenziato alla manifestazione.

«La pace diventa possibile ed efficace se comincia dai luoghi che abitiamo. – ha sottolineato il presule triventino – Ci rendiamo sempre più conto che bisogna passare ad un’altra metodologia di approccio, dove la pace non è solo opposizione alla guerra, ma è anche accoglienza delle diversità, è accettazione di un dato culturale che appartiene anche a questa realtà interna di Agnone con tante persone di altre culture e altre lingue. La pace deve nascere attorno a noi, nei modi di comportarci, nelle nostre case, nei luoghi che viviamo e abitiamo quotidianamente. La pace è la bellezza del vivere insieme, al di là delle differenze anche culturali o linguistiche. Sarebbe bello anche istituire una materia scolastica di educazione alla pace, dove più che le nozioni e le teorie, sarà importante la testimonianza dei comportamenti. – ha aggiunto monsignor Cibotti – Abbiamo tutti bisogno di testimoni che ci facciano vedere cosa è la pace. La pace non deve essere relegata alle istituzioni, ma deve appartenere a ciascuno di noi, al nostro modo di parlare, di dialogare anche in famiglia o a scuola, per costruire una società e una civiltà migliori».

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