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  • 1° Maggio, Saia: “In epoca di pandemia giorno dal significato emblematico”

    1º maggio: l’amministrazione comunale di Agnone con in testa il sindaco, Daniele Saia, questa mattina ha deposto una corona di fiori al monumento dei caduti sul lavoro nella zona artigianale ‘Giovanni Paolo II’.

    Il monumento dedicato ai morti sul lavoro realizzato da Nicola Cacciavillani

    “In un mondo fortemente lacerato dal dilagare della pandemia, questa giornata assume un significato ancora più forte e importante – ha detto Saia ai piedi dell’opera realizzata e donata alla cittadina dal compianto artigiano e imprenditore, Nicola Cacciavillani -. Ci ricorda quanto sia necessario continuare a lottare per difendere i diritti, soprattutto quelli a sostegno delle tantissime persone che hanno perso il loro impiego a causa delle normative restrittive anti-Covid. Sarà importante, negli anni avvenire, arrivare a un cambio di passo che riporti al centro le tematiche di tutela dei lavoratori. Sono ancora troppe le morti sui luoghi di lavoro, ancora troppe le persone che sfidano ogni giorno la sorte per portare a casa lo stipendio necessario per il sostentamento, sono ancora troppi i lavoratori in nero che sfuggono a qualsiasi forma di protezione contrattuale. In un’ottica di estensione dei diritti – ha proseguito il primo cittadino – bisognerà lavorare sul contrasto di ogni forma di discriminazione lavorativa basata sul genere. Il tema posto all’attenzione dell’opinione pubblica negli ultimi anni è quello del cosiddetto ‘soffitto di cristallo’, ovvero un soffitto da cui le donne possono vedere il lavoro degli altri uomini (posti ad un livello più alto) senza poter raggiungere il piano superiore a causa della barriera di cristallo. Sarà necessario abbattere ogni differenza di posizione e di salario per permettere a tutte e tutti di poter esprimere al meglio le proprie capacità, per raggiungere una vera uguaglianza sociale. Se pensate che le lotte per i diritti dei lavoratori non servano a nulla – ha poi concluso Saia – ricordatevi che, anni fa, l’orario lavorativo standard superava anche le 12 ore giornaliere, che anche i bambini più piccoli venivano sfruttati nei luoghi di lavoro e che non esisteva alcuna forma di previdenza sociale. Buona festa dei lavoratori a tutte e tutti”.

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