Tra l’alto Molise e l’Abruzzo, al confine dove la natura sembra essersi fermata nel tempo, si estende l’Abetina di Rosello: un luogo unico che oggi entra ufficialmente nella storia ambientale italiana come bosco vetusto. Il prestigioso riconoscimento arriva dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, in collaborazione con la Regione Abruzzo, al termine di un lungo percorso avviato nel 1992 e fondato su criteri rigorosi: almeno dieci ettari di foresta composta da specie autoctone e spontanee, rimasta intatta e priva di disturbi umani da oltre sessant’anni. Un autentico esempio di foresta primaria, conservata nella sua forma più pura.

L’Abetina di Rosello non è soltanto un bosco, ma un vero e proprio viaggio nella natura e nella memoria del pianeta. Qui la biodiversità è straordinaria: oltre 600 specie di piante vascolari, circa 500 tipi di funghi, 170 specie di uccelli, oltre a una ricchissima presenza di insetti, anfibi e rettili. Tra i suoi giganti verdi si erge anche l’albero più alto d’Italia, un maestoso abete che raggiunge i 54 metri, simbolo vivente della forza e della longevità di questo ecosistema.
Un traguardo che, come sottolinea il sindaco di Rosello Alessio Monaco, rappresenta un motivo di orgoglio non solo per il comune ma per l’intera regione Abruzzo. È il risultato di una scelta lungimirante compiuta tra il 1990 e il 1992 dall’amministrazione comunale insieme al WWF Italia, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare questo monumento naturale. Un impegno condiviso con le istituzioni regionali e nazionali che oggi viene premiato, consacrando l’Abetina di Rosello come simbolo di tutela ambientale e patrimonio naturale di valore inestimabile.