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mercoledì 16 Settembre 2026
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Difficoltà a deambulare, la Lazio lo va a prendere e lo porta allo stadio. La storia del manager agnonese Delli Quadri

«Mi hanno portato e riportato in braccio. Poltrona d’onore centralissima. Rinfresco con rigatoni all’amatriciana nell’intervallo e steward al mio servizio». Enzo Delli Quadri, manager agnonese in pensione, racconta alla nostra redazione la singolare vicenda, singolare in positivo, che…

«Mi hanno portato e riportato in braccio. Poltrona d’onore centralissima. Rinfresco con rigatoni all’amatriciana nell’intervallo e steward al mio servizio». Enzo Delli Quadri, manager agnonese in pensione, racconta alla nostra redazione la singolare vicenda, singolare in positivo, che lo ha visto protagonista.

«Ho 86 anni e qualche difficoltà a camminare, come tanti vecchietti. – ci spiega – Amo il calcio, ma senza esaltarmi. Anzi, ne vedo bene le storture, nazionali e mondiali, che spesso mi hanno portato ad allontanarmene. Da ragazzo seguivo il Napoli. Poi, emigrato al Nord e in Europa, ho guardato con simpatia altre squadre. Ho seguito la Lazio di Chinaglia, molti anni fa, e più recentemente quella di Sarri. Ma non sono mai stato un tifoso nel senso classico del termine. Ho letto che si sarebbe giocata Lazio-Milan. Mi sono detto: il tempo è bello, perché non andare? C’era anche un’altra ragione. Non mi piace che i tifosi della Lazio abbandonino la propria squadra per protestare contro la proprietà. Capisco la contestazione a Lotito, ma il pubblico è il dodicesimo giocatore e, quando diserta lo stadio, a rimetterci per primi sono i calciatori. È un po’ quello che detesto in politica: sperare che l’Italia vada male perché cada il Governo. Allo stesso modo non riesco a sperare che la Lazio perda o addirittura retroceda perché Lotito venda. Per contestare una proprietà dovrebbero esserci altre strade. Così ho scritto una e-mail alla società Lazio. Spiegavo la mia età e le difficoltà di deambulazione e chiedevo semplicemente quale fosse il percorso meno faticoso per raggiungere un posto allo stadio».

E qui interviene un vero e proprio colpo di scena, che fa di un episodio una notizia. Il giorno dopo, infatti, Delli Quadri riceve una telefonata da Laura Zaccheo della società sportiva che «con grande cortesia, cerca di capire le mie difficoltà» spiega ancora il manager in pensione. «A un certo punto mi domanda: Lei è un nostro tifoso? Rispondo sinceramente: No, signora. Ma non mi piace l’atteggiamento di quei tifosi della Lazio che, per combattere Lotito, fanno mancare alla squadra il dodicesimo giocatore. Parliamo ancora un po’. Poi arriva la sorpresa: Un nostro collaboratore verrà a prenderla a casa». L’indomani arriva la telefonata di Bruno Natale, collaboratore della società, che lo avverte che passerà a prenderlo a casa verso le 17. In questo periodo Delli Quadri vive a Roma. «E per il biglietto?» chiede Delli Quadri al suo interlocutore. La risposta lo lascia senza parole: «Non scherzi, dottor Delli Quadri. Lei sarà nostro ospite». «Non potevo credere alle mie orecchie. – confessa – In un mondo del calcio che siamo abituati a vedere attraversato da milioni, diritti televisivi, procuratori, ingaggi e interessi economici, una società rinuncia all’incasso di un posto prestigioso e manda persino una persona a prendere a casa un vecchietto di 86 anni che non è neppure un suo tifoso. Tutto «a gratis», come ama dire Conte. Con una piccola differenza: il suo «a gratis» alla fine lo pagano i contribuenti. Qui paga la Lazio». «In un calcio spesso barbaro, fatto di soldi, insulti e contrapposizioni, ogni tanto emerge anche una piccola storia di civiltà. – chiude Delli Quadri – Viva la Lazio. Non soltanto per quello che fa sul campo, ma per l’attenzione che ha saputo riservare a chi, da solo, quello spettacolo non avrebbe potuto raggiungerlo».

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