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mercoledì 7 Ottobre 2026
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Ospedale declassato, monsignor Cibotti tuona: «E’ un martirio quello che stiamo vivendo in Alto Molise»

Riccardo Iacona e la sua squadra di “Presa Diretta” raccontano i temi sociali, economici, ambientali e geopolitici di maggior attualità e tra questi la vicenda dell’ospedale di Agnone a rischio declassamento. La troupe del noto programma d'inchiesta di…

Riccardo Iacona e la sua squadra di “Presa Diretta” raccontano i temi sociali, economici, ambientali e geopolitici di maggior attualità e tra questi la vicenda dell’ospedale di Agnone a rischio declassamento. La troupe del noto programma d’inchiesta di Rai3 è stata in Agnone per approfondire la vicenda legata all’ospedale “San Francesco Caracciolo”. «Torniamo a fare inchiesta sui conti del Servizio sanitario nazionale. – spiega nell’anteprima di lancio il conduttore Iacona – Vi portiamo in Molise, dove la gestione della sanità pubblica è commissariata».

A raccontare la vicenda tragicomica dell’ospedale cittadino è la giornalista Francesca Nava. L’anteprima del servizio, che andrà in onda nella sua versione integrale nel corso della puntata di domenica, apre con un’intervista al vescovo di Isernia-Venafro e di Trivento, monsignor Camillo Cibotti. Solitamente molto abbottonato, il presule invece si apre davanti alle telecamere della Rai. «E’ un martirio quello che stiamo vivendo in questa realtà interna molisana. – dichiara monsignor Cibotti – Pensate a tanti anziani che potranno soffrire la mancanza di aiuto e di cura, questo è un martirio. Noi dobbiamo aiutarvi, ma non si può andare avanti con il motto “armiamoci e partite”. No, armiamoci tutti e partiamo tutti».

Un vescovo di Santa Romana Chiesa che chiama alle armi, sia pure metaforiche, la comunità di fedeli. Sarebbe una notizia da prima pagina, se queste parole venissero estrapolate dal discorso ben più complesso e articolato del monsignore. L’Alto Molise, che perde servizi e abitanti da decenni, sta per subire l’ennesima amputazione: il declassamento del “Caracciolo” a ospedale di comunità. Il problema è che il nuovo status ospedaliero non prevede la permanenza di un Pronto soccorso. A luglio il Tar ha sospeso la riconversione, sottolinea la giornalista di “Presa Diretta”, e i giudici amministrativi decideranno nel merito il prossimo dicembre. Il futuro dell’ospedale resta dunque aperto, appeso ad un filo, quello del Tar appunto.

«Viviamo in un mondo dove i numeri contano molto più delle persone, – continua monsignor Cibotti ai microfoni di Rai 3 – perché le “aziende” sanitarie hanno come unico interesse quello di far quadrare i conti. Noi invece dovremmo avere l’impegno di far quadrare la vita delle persone. Le polemiche sulla sanità privata non servono, bisogna fare corpo, insieme, e cercare le soluzioni».

Le telecamere indugiano poi sui manifesti che inneggiano e difendono la sanità privata convenzionata, quelli apparsi nelle scorse settimane in tutto il Molise, anche davanti alla sede del “Caracciolo” di Agnone. «Ma se vi succede qualcosa dove andate?» chiede la giornalista ad alcuni passanti di Agnone. Tranciante la risposta di Alfonso Del Papa, ex portiere dell’ospedale: «Andiamo al camposanto». Il cimitero, dunque, come alternativa all’ospedale che non c’è più. E affonda il coltello nella piaga dell’emergenza urgenza l’ex portiere del “Caracciolo”, dichiarando che in caso di necessità «ci vogliono due ore prima di arrivare in ospedale con l’ambulanza».

Non sono illazioni o previsioni pessimistiche, ma quanto si registra quotidianamente nei vari centri dell’Alto Molise dove dovessero verificarsi emergenze urgenze di tipo sanitario. Un territorio vulnerabile, lasciato senza servizi di prossimità e senza un pronto soccorso in grado di fare la differenza tra la vita e la morte.

Di questo e di altro, anche riguardo alla sanità privata convenzionata molisana, parlerà la prossima puntata di “Presa Diretta”, che andrà in onda domenica su Rai 3.

Francesco Bottone

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