Il diritto a restare nelle aree interne deve diventare una scelta finanziata adeguatamente nel bilancio europeo. Uncem torna a chiedere, anche per bocca del presidente regionale del Molise, Candido Paglione, che la strategia europea “Right to Stay“, prevista all’inizio del 2027, «riconosca pienamente il ruolo delle montagne e orienti fin da ora il negoziato sulla programmazione 2028-2034». La richiesta è precisa: indirizzare almeno dieci miliardi di euro di fondi europei in Italia alle zone montane, rurali e interne, con programmi territoriali costruiti dai Comuni, non calati dall’alto.

«Le dimensioni della questione sono europee. – sottolinea Marco Bussone, presidente nazionale dell’Uncem – Secondo la Commissione, 149 milioni di persone, circa un europeo su tre, hanno vissuto negli ultimi vent’anni in una regione che ha perso popolazione. Servono risposte capaci di tenere insieme opportunità economiche, servizi pubblici, formazione, trasporti e connessioni digitali. Il diritto a restare riguarda la possibilità concreta di costruire una famiglia, un’impresa e un futuro nei territori». Proprio nei giorni scorsi, su queste colonne, il sindaco di Capracotta, Candido Paglione, ha denunciato lo scippo dei fondi per la montagna da parte della Regione Molise, che intende dirottarli altrove, verso la costa. Per Uncem, il Fondo unico deve consentire di integrare interventi su scuola, sanità, mobilità, abitazione, imprese e gestione delle risorse naturali. Deve riconoscere alle Regioni e alle aggregazioni dei Comuni responsabilità di programmazione e attuazione, sostenendone la capacità amministrativa.

«Nei territori montani distanza dai servizi, orografia e dispersione degli insediamenti devono pesare nei criteri di finanziamento, insieme al valore prodotto attraverso acqua, foreste, energia e servizi ecosistemici. – sottolineano dall’unione dei Comuni montani – Uncem ribadisce la necessità di collegare Right to Stay, Strategia nazionale aree interne, Green Communities, Strategia forestale e sviluppo sostenibile, evitando programmi che procedano separatamente sugli stessi territori. Occorre inoltre rafforzare la valutazione degli effetti territoriali delle politiche europee: gli investimenti devono ridurre i divari e rendere accessibili le opportunità anche ai piccoli Comuni».

«La montagna deve partecipare alle decisioni e poter contare sulle risorse. – precisa il presidente Uncem, Marco Bussone – Il diritto a restare si misura nei servizi disponibili, nel lavoro creato, nelle case accessibili e nei tempi necessari per raggiungere una scuola o un ospedale. Su questi risultati va costruita la nuova programmazione europea».