Soccorso aereo di persone con disabilità non motorie. Sembra una banalità, ma non è esattamente la stessa cosa soccorre ed esfiltrare da un ambiente impervio, in condizioni di imminente pericolo o di meteo avverse magari, una persona con disabilità non motorie, quindi cognitive o relazionali. Il personale operativo del SAR (Search and Rescue) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, che opera su tutto il territorio nazionale sotto il Comando Operazioni Aerospaziali, si è posto il problema, proprio perché si è trovato in quelle specifiche condizioni. Non solo, si è anche attivato per trovare soluzioni operative, da applicare durante le operazioni di soccorso appunto.

Se ne è parlato questa mattina, presso al sede dell’Ordine dei giornalisti del Molise, nell’ambito del corso di formazione professionale dal titolo “Esercitazioni e missioni di soccorso aereo dell’Aeronautica Militare, cosa sono e come raccontarle”.

Relatori Simone Alessandrini, consulente comunicazione e pr, giornalista e responsabile media Cnsas; il tenente colonnello Massimo Pierucci del Comando operazioni aerospaziali – capo sezione piani e addestramento rescue coordination centre; il primo maresciallo Francesco Tulliani, giornalista, comunicazioni istituzionale del COA e il colonello Giacomo Zanetti del Comando operazioni aerospaziali. Per l’Ordine dei giornalisti presente il presidente Vincenzo Cimino.

Nelle missioni SAR (cioè Search and Rescue), l’Aeronautica Militare si avvale del Rescue Coordination Centre, inquadrato nel Comando Operazioni Aerospaziali con sede a Poggio Renatico, vicino Ferrara, e del 15° Stormo che ha invece sede a Cervia (Ravenna). Il primo rappresenta il centro decisionale, dove è effettuato il comando e controllo delle missioni SAR condotte dall’Aeronautica Militare, mentre il secondo è il vero e proprio “braccio operativo” che esegue i più differenti tipi di missione.

E’ stato il tenente colonnello Pierucci ad illustrare quello che nei fatti è un suo progetto, appunto le linee guida del soccorso in ambiente impervio o in caso di calamità a persone con disabilità non motorie. L’ufficiale superiore, pilota di elicotteri, si è accorto, proprio nel corso dell’attività operativa di soccorso, che c’era questa carenza di formazione nel personale impiegato nel Search and Rescue. Da quella constatazione è nata l’idea di stilare delle linee guida operative per permettere di prestare soccorso e assistenza ovunque e a chiunque. «Uno strumento in più per salvare una vita in più», questo lo slogan scelto per il lancio del progetto che è in continuo aggiornamento e abbraccia diverse componenti, non solo delle Forze Armate, ma anche dell’Università e della ricerca, fino al mondo dell’associazionismo.

La cosa singolare è che nessuno, né il Ministero competente ad esempio né altre articolazioni dello Stato, si era mai posto il problema della diversità delle persone da soccorrere e come questo potesse rendere meno efficaci o comunque più complesse le operazioni stesse di soccorso. Un vero e proprio vuoto, una mancanza di norme e procedure a livello mondiale per l’approccio dedicato al soccorso aereo di persone con disabilità.

Probabilmente anche andando oltre i suoi compiti specifici, il tenente colonnello Pierucci ha mostrato una sensibilità particolare al tema della disabilità non motoria e della diversità ed ha impiegato tempo e risorse per implementare quelle linee guida che oggi sono uno strumento in più a disposizione dei soccorritori dell’Aeronautica militare e di altri corpi della macchina dei soccorsi. Ancora una volta, dunque, l’Arma Azzurra pioniera a livello mondiale.
Francesco Bottone