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  • Ambulatorio medico chiuso, la protesta di Guardiabruna sul tavolo del Prefetto

    Continua la battaglia dei cittadini, a Guardiabruna, per quanto riguarda la fruizione del diritto alla salute, una sorta di chimera per chi vive nei piccoli centri montani del Vastese. Nei giorni scorsi l’appello al Difensore civico regionale, siglato dall’ex sindaco Luigi Torzi. Ora lo stesso Torzi, insieme all’ex vicesindaco Franco Preta, scrivono al Prefetto di Chieti, in nome e per conto dei cittadini di Guardiabruna, per sollecitare l’intervento del rappresentante del Governo al fine di far riaprire lo studio medico nella piccola frazione.

    «La preponderante parte della popolazione è anziana, – spiegano Torzi e Preta al Prefetto Forgione – e il trasporto pubblico è limitato, essendo presente una sola linea», fatto questo che renderebbe particolarmente complicato per i pazienti raggiungere il vicino centro di Torrebruna dove è ancora attivo lo studio del medico di base. Da qualche settimana, infatti, il servizio di medicina di base a Guardiabruna è stato interrotto. I cittadini hanno chiesto un incontro con il sindaco Lella e con il medico Ottaviano finalizzato a trovare una soluzione, ma «a tutt’oggi il servizio di medicine di base non è stato ancora riattivato».

    Primo da sinistra Franco Preta, al centro la sindaca Cristina Lella

    Secondo i residenti la riattivazione del servizio sarebbe possibile «con un modestissimo impegno di spesa, mediante la concessione in comodato gratuito di uno dei locali di proprietà comunale, da adibire a studio medico, mettendolo a disposizione anche del pediatra di libera scelta, nonché di altri medici specialisti che possono offrire dei servizi in più ai cittadini ai fini della tutela della salute». Nella lettera al Prefetto, Petta e Torzi lamentano il fatto che l’amministrazione comunale ha concesso ad associazioni culturali e di volontariato dei locali comunali, «com le spese per i consumi di acqua, gas ed energia elettrica a totale carico del Comune, anche quando detti locali vengono utilizzati non per finalità istituzionali».

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