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  • Caccia di selezione, Atc Chietino-Lancianese da record: a tre giorni dall’ordinanza già si spara

    Una volta tanto un Ambito territoriale di caccia stabilisce un record positivo: a soli tre giorni dall’ordinanza autorizzativa della caccia di selezione, il Chietino-Lancianese dà l’avvio agli abbattimenti di cinghiali.

    Con l’ordinanza n. 57 del 06.05.2020 il governatore d’Abruzzo, Marco Marsilio, ha autorizzato la caccia di selezione. L’attività non era ancora partita per via delle limitazioni imposte dal Governo nazionale e finalizzate al contenimento dell’epidemia da Covid19. All’ordinanza del presidente Marsilio è seguita, a stretto giro, dopo appena due giorni, la determina DPD023/151 del 08.05.2020, dell’ufficio regionale preposto, che ha approvato i piani di prelievo presentati dagli Atc Pescara, Vomano, Chietino-Lancianese, Vastese, Barisciano, Sulmona, Avezzano, Roveto-Carseolano, Salinello e L’Aquila. E già nel pomeriggio di oggi, l’Atc Chietino Lancianese, bruciando tutti gli altri sul tempo e dimostrando efficienza ed efficacia, ha dato il via libera ai suoi cacciatori di selezione.

    In una nota dell’Atc Chietino-Lancianese infatti si legge: «Si comunica ai selecacciatori che la caccia di selezione al cinghiale nell’ATC Chietino Lancianese avrà inizio nella giornata di sabato 9 maggio 2020 a partire dalle ore 16 con la registrazione delle uscite presso le bacheche. Si raccomanda di prendere visione del Disciplinare esecutivo per la caccia di selezione al cinghiale che potete scaricare di seguito».

    Il presidente dell’Atc Chietino-Lancianese, Giannicola Di Carlo

    In tempi record, dunque, l’ambito presieduto da Giannicola Di Carlo, manda a caccia di selezione ai cinghiali i suoi iscritti. Gli altri Atc, invece, sono ancora alle calende greche da quanto è dato sapere. Non sono ancora state distribuite le fascette autorizzative dei prelievi, né sono stati convocati i cacciatori per il ritiro. In un paese imbrigliato dalla burocrazia l’esempio dell’Atc Chietino-Lancianese dimostra che non c’è bisogno di due mesi di carte e scartoffie per rendere operativa una ordinanza della Regione, ma bastano, appunto, tre giorni.

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