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  • Caracciolo senza Pronto soccorso, fuoco amico su Saia: «Difficile stare sia a destra che a sinistra»

    E mentre Candido Paglione auspica che la politica riprenda in mano le redini della direzione sanitaria molisana, archiviando l’inutile e perdurante fase commissariale, un altro amministratore di zona, anzi un ex amministratore, punta l’indice proprio sulla classe politica. Si tratta di Francesco Lombardi, ex sindaco, per un decennio, di San Pietro Avellana, noto esponente del centrosinistra, che proprio in queste ore è stato “defenestrato” dal Consiglio comunale del suo Comune per una causa di sopraggiunta incompatibilità.

    Al netto di queste vicende locali, Lombardi interviene pubblicamente nel dibattito innescato dalla decisione di declassare a ospedale di comunità il “Caracciolo” di Agnone. E non usa mezzi termini, Lombardi, accusando il sindaco Saia di “collaborazionismo” con i decisori politici di questi tagli che sono certo arrivati oggi, ma che vanno avanti, progressivamente, da decenni in Alto Molise. La politica delle pacche sulle spalle, le famose «interlocuzioni» con a Regione di cui Saia si è spesso vantato, non hanno portato ad alcun risultato, se è vero, com’è vero, che sul Pos inviato all’attenzione dei Ministri competenti c’è scritto che il “Caracciolo” diventa un ospedale di comunità, una sorta di poliambulatorio, senza un Pronto soccorso vero e proprio.

    «Togliere un Pronto soccorso significa esporre i cittadini a rischi concreti. – ha dichiarato Saia nelle scorse ore – Significa dire che chi vive nelle Aree Interne può essere sacrificato. Ora basta. Se i responsabili della fine di un territorio pensano che subiremo le scelte in silenzio, si sbagliano di grosso. Metteremo in campo tutte le azioni possibili». E proprio a questa presa di posizione replica, a muso duro, l’ex sindaco di San Pietro Avellana, che rivolgendosi direttamente al sindaco e presidente della Provincia, Saia, accusa: «Prova a parlarne con Di Lucente, Micone, Roberti e altri esponenti del governo regionale vicini alla tua amministrazione comunale e che, come se non bastasse, reggono anche la tua maggioranza in Provincia».

    Diretto, Lombardi, nel denunciare quello che è un vero e proprio inciucio di stampo pentapartitico e democristiano, che serve sì a tenere in sella le maggioranze allargate che amministrano gli enti, ma non portano frutti sul territorio, in termini di difesa dei diritti come quello alla salute e alle cure mediche appunto. «E’ molto difficile stare sia a destra che a sinistra quando poi bisogna sviare la colpa della distruzione del territorio che state portando avanti, giorno dopo giorno» affonda Lombardi, accollando ogni responsabilità non ai commissari, diventati quasi un capro espiatorio, ma alla classe politica regionale e provinciale. «Un mea culpa sarebbe decisamente più dignitoso e rispettoso nei confronti dei cittadini» chiude l’ex sindaco ed ex consigliere comunale Francesco Lombardi.

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