• In evidenza
  • Cinghiali: sospetto caso di tubercolosi nel Chietino

    Cinghiali: sospetto caso di tubercolosi nel Chietino.

    L’animale prelevato in selecontrollo presenta evidenti lesioni riconducibili alla malattia.

    Un sospetto caso di tubercolosi riscontrato in un cinghiale prelevato nei giorni scorsi da un selecontrollore in agro di Orsogna, in località Coste di Moro. 

    Il selecontrollore Antonio Di Campli , esaminando l’animale dopo l’abbattimento, ha notato delle lesioni sospette nei linfonodi del collo, alla base della testa.

    Immediatamente il cacciatore ha allertato il servizio veterinario della Asl. Il veterinario Asl, Desirée Di Loreto, ha visitato la spoglia e prelevato dei campioni biologici inviati successivamente presso un laboratorio specializzato a Isernia.

    “Le cause della Tubercolosi sono da ascriversi al contagio con un microrganismo denominato Mycobacterium. – spiega il professor Vincenzo Cuteri, docente di malattie infettive degli animali domestici presso la di Scuola di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Camerino esperti – Nel caso del cinghiale la specie maggiormente interessata è Mycobacterium avium (o specie appartenenti al Mycobacterium avium complex) ed in alcuni casi Mycobacterium bovis (o specie appartenenti al Mycobacterium tuberculosis complex). Il cinghiale di solito si comporta come ospite di mantenimento e può essere utilizzato come animale sentinella, ossia è in grado di segnalare l’infezione in un determinato territorio. Il rilievo dell’avvenuto contatto avviene ad opera dei Medici Veterinari che controllano tutti visceri degli animali abbattuti durante le battute di caccia conferiti dagli stessi cacciatori.Il cinghiale difficilmente è in grado di trasmettere direttamente l’infezione all’uomo salvo il caso di presenza di cosiddette «lesioni aperte» e di uno stretto contatto con l’animale infetto. Diverso è il caso di assunzione di carne proveniente da animali infetti, evenienza però che viene esclusa dal controllo dei visceri da parte dei Servizi Veterinari. L’assunzione di carne infetta proveniente da animali abbattuti clandestinamente potrebbe consentire invece la trasmissione dell’infezione all’uomo”.

     

    Sostieni la stampa libera, anche con 1 euro.