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  • Da Pescasseroli a Campobasso: undici Comuni puntano sul turismo lento lungo il tratturo

    Si è svolto nei giorni scorsi a Scontrone l’incontro tra i rappresentanti dei comuni abruzzesi e molisani attraversati dal Tratturo, l’antico cammino di centodieci chilometri che i pastori, ogni anno, intraprendevano dall’Appennino per portare le greggi a svernare nel clima più mite del Tavoliere delle Puglie. Promotore della riunione lo stesso comune dell’Alto Sangro, che ha proposto ai partecipanti la sottoscrizione di un protocollo di intesa con l’obiettivo di valorizzare la via della transumanza, attraverso progetti e iniziative condivise, per uno sviluppo economico e turistico di tutti i comuni coinvolti.In una prima fase ciascun comune si impegnerà ad organizzare i lavori di pulizia e di installazione della segnaletica sui tratti di percorso ricadenti nel proprio territorio e successivamente, attraverso un’azione congiunta, a realizzare iniziative e attività di promozione della “lunga via dei pastori” al fine di risultare attrattivi per un nuovo e crescente target di turista, quello dei camminatori.

    All’incontro hanno partecipato anche Luca Gianotti, coordinatore della Via del Tratturo, e Cesidio Pandolfi, guida ambientale escursionistica della Coop. Ecotur di Pescasseroli, i primi a scommettere sul rilancio dell’antico sentiero, che hanno evidenziato il trend fortemente positivo che negli ultimi anni sta caratterizzando il turismo lento dei cammini.

    “Recuperare il Tratturo – afferma Luca Gianotti –, vuol dire recuperare le tradizioni e le culture che hanno caratterizzato le genti abruzzesi e molisane. Un viaggio nella storia che merita di essere rivissuto e tramandato alle generazioni future”.

    Ad organizzare l’incontro il sindaco di Scontrone Francesco Melone e l’assessore alla cultura Fabio Petrocelli. “Crediamo fortemente nel progetto di valorizzazione della Via del Tratturo – ha commentato Melone – che oltre ad essere un luogo fisico e una via di comunicazione d’altri tempi, rappresenta anche un elemento di ricucitura socio-culturale tra territori, ponendosi come valida alternativa “lenta” ai ritmi frenetici del nostro mondo. La convergenza all’idea di valorizzazione dell’itinerario da parte di tutti gli amministratori coinvolti getta le basi per un modello cooperativo di sviluppo territoriale”.

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