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  • Folla in centro nelle città, ma poi diventano “rossi” anche i piccoli centri montani

    (ANSA) – PESCARA – Folla e assembramenti nel centro di Pescara, nel giorno in cui il sindaco, a causa dell’aumento dei contagi, dispone la chiusura di tutte le scuole e mentre il territorio provinciale registra il record assoluto di nuovi casi accertati in 24 ore. (ANSA)

    Così l’Ansa nei giorni scorsi, parlando di assembramenti lungo le vie dello shopping e per gli imperdibili aperitivi. In Abruzzo, oltre al divieto di assembramenti, da qualche giorno vige il più restrittivo divieto di aggregazione, per effetto di un’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Marco Marsilio. Ma i residenti nelle città costiere sembrano fregarsene di queste limitazioni. Alberto Albani, a capo della task force per il coronavirus, a proposito della folla in centro nelle città ha rilanciato l’appello alla prudenza e al rispetto delle regole e delle misure preventive.

    Intanto i contagi e soprattutto i ricoveri aumentano, con gli ospedali di Chieti e Pescara già in affanno e si parla di un ritorno alla zona rossa su tutto il territorio regionale. Perché gli esperti della task force applicheranno le stesse disposizioni restrittive a Pescara, dove le folle oceaniche si assembrano per abbeverarsi nei locali della movida, come a Schiavi di Abruzzo o Fraine o Roccaspinalveti, dove nei bar, all’ora di punta, si arriva al massimo a quattro persone.

    Sarebbe il caso di cominciare a pensare a chiusure e “colorazioni” basate sui dati epidemiologici reali rapportati ai vari territori comunali, smettendola di considerare allo stesso modo Pescara e Castelguidone. I sindaci sono autorità sanitarie e di pubblica sicurezza nei propri Comuni, decidano autonomamente se essere rossi, gialli o arancioni.

    Francesco Bottone


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