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  • I Comuni Snai nella battaglia pro ospedale, “partorita” la delibera

    Torna a riunirsi il Consiglio comunale di Agnone e a tenere banco è come sempre il tema caldo dell’ospedale “Caracciolo. Pare infatti sia giunta a vedere la luce la delibera sull’ospedale da sottoporre e far approvare ai Comuni della Snai, la strategia nazionale per le aree interne di cui Agnone è capofila. La seduta è stata convocata per sabato 20 febbraio alle ore 15.

    Ad alimentare dal punto di vista politico il dibattito in aula sarà la famosa delibera da sottoporre alle amministrazioni comunali dei trentatré Comuni facenti parte della Snai. La proposta è stata del capogruppo di minoranza Vincenzo Scarano.

    «Agnone è capofila della Snai e può quindi vantare la collaborazione di ben trentatré Comuni. – ha spiegato il combattivo capogruppo di opposizione – Faccia valere questo suo primato, il Comune di Agnone: stili una delibera a sostegno dell’ospedale “Caracciolo” e la faccia sottoscrivere da tutti i Comuni della Snai. Trentatré amministrazioni comunali, trentatré consigli, una popolazione di oltre 40mila persone, rappresentano un peso contrattuale notevole da portare sui tavoli del governatore Toma e dell’Asrem e fino anche al Ministero se serve, considerando anche Agnone rappresenta la Snai anche in ambito nazionale».

    Una proposta reiterata in Consiglio e sulla stampa locale, quella di Scarano, che pare abbia guadagnato la considerazione e la sostanziale condivisione da parte della maggioranza guidata dal sindaco Saia. Questo, almeno, stando alle indiscrezioni circolate negli ambienti del Municipio dopo la conferenza dei capigruppo che si è tenuta nei giorni scorsi. Non è escluso, inoltre, che l’amministrazione Saia prenda in considerazione l’altra proposta dell’opposizione, quella cioè di fare ricorso al Tar contro la mancata applicazione del piano operativo sanitario rispetto all’ospedale cittadino, che solo a chiacchiere è stato elevato al rango di ospedale di area disagiata.

    «Sono convinto che questa è una carta da giocarsi, – ribadisce il consigliere e avvocato Vincenzo Scarano – anche perché formalizzando questo atto si “costringe”, in qualche modo, la controparte, a costituirsi in giudizio per resistere. Sapremo definitivamente, a quel punto, chi è il responsabile della mancata applicazione del piano operativo, se la Regione Molise, l’Asrem o la struttura commissariale».

    Francesco Bottone

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