• In evidenza
  • La Snai come “strategia” per salvare l’ospedale, Scarano serve la soluzione a Saia

    Usare la Strategia nazionale aree interne come “grimaldello”, meglio come strumento utile o strategia appunto per ottenere la salvaguardia o meglio la salvezza dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone.

    E’ la proposta del gruppo di opposizione in Consiglio comunale “Agnone Identità e Futuro” servita su un piatto d’argento, in clima di collaborazione, alla maggioranza guidata da Daniele Saia.

    «E’ chiaro e lo sanno anche le pietre per le strade, ormai, che la Snai ha altre finalità e altri obiettivi e non precipuamente quelli di salvare e rivalutare un ospedale di area disagiata come quello di Agnone, – spiegano dal gruppo “Agnone Identità e Futuro” – ma è altrettanto chiaro che il fatto che il Comune di Agnone sia capofila di quella strategia per le aree interne rappresenti una occasione che non può e non deve essere lasciata sfumare. Essere capofila di una realtà associata e corale di ben trentatre Comuni rappresenta per Agnone una straordinaria opportunità.

    Il sindaco del Comune di Agnone può coordinare e proporre le azioni da porre in essere nell’ambito di quella strategia, ma è evidente che un tale ruolo lo colloca in una situazione di oggettiva forza in termini di potere negoziale rispetto alla Regione, all’Asrem, ma anche rispetto al Governo centrale in materia sanitaria».

    Usare, in qualche modo, la posizione di vantaggio e visibilità offerta dall’essere Comune capofila della Snai per organizzare e coordinare la «madre di tutte le battaglie», la salvezza, appunto, dell’ospedale di Agnone. «La nostra proposta operativa per la riconversione dell’ospedale, il famoso “documento di giungo”, è stata votata all’unanimità dal Consiglio. – continuano gli esponenti dell’opposizione – Il passo successivo è produrre materialmente una delibera a sostegno di quello che è già un progetto operativo. Sarà poi semplice far girare e far approvare la stessa delibera dai trentatre Comuni aderenti alla Snai in modo da andare a trattare con la Regione Molise e con l’Asrem non più come Comune singolo, ma come amministrazione capofila di altri trentatre Comuni.

    E’ chiaro il diverso peso che avrebbe un documento firmato da un solo sindaco o al contrario siglato da altri trenta primi cittadini. Il presidente Toma o i vertici dell’Asrem non potrebbero certo ignorare un atto ufficiale firmato da trenta e più sindaci. Il peso politico non è nemmeno lontanamente paragonabile». Questa, dunque, la strategia proposta dall’opposizione, nel clima di fattiva collaborazione con la maggioranza di Saia.

    «Non ci interessano i protagonismi. – aggiungono in chiusura dai banchi dell’opposizione – Noi oggi siamo minoranza, ma offriamo volentieri questa idea a chi amministra. Riassumendo: utilizzare la Snai per porre in essere azioni concrete e complementari in materia sanitaria». Una posizione chiara, concreta e collaborativa che è stata formalizzata nel corso della Commissione consigliare sanità che si è tenuta a palazzo San Francesco nelle ultime ore.

    Francesco Bottone

    Sostieni la stampa libera, anche con 1 euro.

    Rispondi