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  • Pendolari Sevel e val di Sangro, Cimone: «Il progetto navette è solo da cestinare»

    «Dopo dieci giorni di chiacchiere, nulla di fatto». Lapidario il commento del sindacalista di Agnone, Emanuele Cimone, in merito alla paventata soluzione ai disservizi che interessano, ormai da tempo, il trasporto pubblico presso le aziende della val di Sangro. Ogni giorno decine, centinaia di operai, da Agnone, Carovilli, Pescopennataro e via elencando, si recano presso le aziende della zona industriale appena al di là del confine per motivi di lavoro. Il trasporto pubblico ha funzionato sempre regolarmente, al netto degli innumerevoli casi di guasti meccanici a danno di autobus non sempre nuovi di zecca. Poi la politica, per usare dei soldi che altri politici hanno stanziato, ha deciso di mettere mano al trasporto pubblico, quello terminale, facendo più danni che altro.

    Di punto in bianco, infatti, i vari autobus di linea hanno ricevuto l’ordine di lasciare tutti i pendolari davanti alla fermata attrezzata della Sevel. Da lì, per raggiungere gli altri siti produttivi della vasta area industriale, i pendolari avrebbero dovuto utilizzare le ormai famose navette, un servizio di trasporto locale interno, se vogliamo, alla sola area industriale. La famosa pezza peggiore del buco, perché dalla introduzione di questo fantomatico servizio navetta i disagi per i pendolari sono aumentati esponenzialmente. Lavoratori lasciati a piedi, ritardi, coincidenze che non collimano, insomma, un vero disastro. La cosa più semplice sarebbe quella di prendere atto che il nuovo sistema introdotto non funziona e tornare alla gestione dei trasporti come era in precedenza: ogni autobus, ogni ditta, accompagna i vari passeggeri a destinazione come si è sempre fatto negli ultimi anni. Troppo semplice per la politica e così scattano incontri e tavoli tecnici a raffica. L’ultimo dei quali, sia pure in videoconferenza, presso il Municipio di Agnone, col l’assessore ai Trasporti della Regione Molise, Pallante. Quando non è impegnato ad organizzare la prossima campagna elettorale, con annessa corsa alle poltrone, Pallante si occupa anche dei disagi dei pendolari. Almeno in linea teorica, perché a distanza di oltre dieci giorni da quell’incontro in videoconferenza «nulla è cambiato per noi pendolari» spiega il sindacalista Cimone.

    «Dopo l’incontro presso il comune di Agnone con l’assessore Pallante, con il responsabile della Snai, Di Lorenzo, e con il consigliere comunale Petrecca, sulla spinosa questione navette, noi operai pendolari avevamo ribadito la nostra posizione, ossia che non c’era e non c’è altra soluzione fattibile se non quella di tornare al normale servizio, con gli autobus di Sati e Atm che assicurano il giro completo della Val di Sangro per accompagnare direttamente i lavoratori davanti alle rispettive aziende. – aggiunge Emanuele Cimone – Sono trascorsi oltre dieci giorni e nonostante ci fosse, così ci avevano assicurato, la disponibilità da parte di tutti a tornare al tavolo per analizzare le modifiche apportate al progetto di mobilità, nulla è cambiato e nulla è stato fatto. Nessuna soluzione è arrivata dalla Regione, se non quella di insistere con l’attuale servizio che continua a creare disagi a tutti i pendolari dell’Alto Molise. Ribadiamo, oggi come ieri, che non c’è soluzione possibile, se non quella di cestinare il progetto navette».

    La soluzione c’è, quindi, che è semplicemente quella di cancellare un servizio inutile e dannoso, ma la politica non la prende in considerazione, perché ci sono dei soldi da spendere e vanno spesi. Che poi il servizio erogato, pagato dai contribuenti, in realtà sia un totale disservizio, questo è un dettaglio ininfluente per assessori e consiglieri. «Attendiamo con fiducia che gli attori politici battano ciglio sul da farsi, – chiude il sindacalista Cimone – ma se qualcuno  immagina che prendere tempo possa servire a smorzare la rabbia di noi pendolari si sbaglia di grosso, anzi più tempo passa e più la rabbia aumenta, insieme al disservizio attuale e tutto ciò può sfociare in una iniziativa eclatante che già abbiamo in mente».

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