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  • Poliziotto aggredito e ferito a morsi da un detenuto, il sindacato: «Le carceri sono in mano ai delinquenti»

    Ennesima giornata di sangue e violenza in un carcere del Molise, segnatamente nella Casa circondariale e di reclusione di Campobasso dove ieri un poliziotto è stato aggredito e ferito da un detenuto. Spiega Matteo del Re, segretario regionale per il Molise del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Nella notte di ieri, un detenuto di 28 anni con problemi psichiatrici ha preso a morsi un Sovrintendente della Polizia Penitenziaria e procurandogli ferite ad un dito ed al volto; lo stesso detenuto, affetto da problemi psichiatrici, pretendeva l’immediata consegna di farmaci. Neanche il tempo di un consulto presso la locale infermeria che il detenuto, improvvisamente, si scagliava contro il poliziotto prendendolo a morsi ad una mano ed al volto procurandogli ferite con prognosi di sette giorni. Un elogio ai colleghi che lavorano nell’istituto di Campobasso e in particolare a coloro che sono stati vittime di questo episodio, i quali solo grazie a loro si è scongiurato il peggio. E’ l’ennesima aggressione da parte di detenuti con problemi psichici nei confronti degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, ancora una volta sottovalutata dall’Amministrazione Penitenziaria che da scarsa attenzione sulla difficile gestione di detenuti con problemi psichiatrici all’interno delle strutture penitenziarie, la stessa divenuta sempre più difficile da affrontare”.

    Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria torna a denunciare come “la consistente presenza di detenuti con problemi psichiatrici è causa da tempo di gravi criticità per quanto attiene l’ordine e la sicurezza delle carceri toscane e del Paese. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Ed è grave che, pur essendo a conoscenza delle problematiche connesse alla folta presenza di detenuti psichiatrici, le Autorità competenti non sia ancora state in grado di trovare una soluzione. Ogni giorno nelle carceri italiane succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre. Così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano. E anche la gestione dei detenuti con problemi psichiatrici, che hanno invaso le carceri dopo la chiusura degli O.P.G. e fatto aumentare il numero degli eventi critici, merita attenzione ed una urgente e compiuta risoluzione”.

    Dura la presa di posizione del SAPPE: “Se gli attuali vertici ministeriali, dipartimentali e regionali non pongono tra le priorità d’intervento la garanzia dell’incolumità fisica dei poliziotti penitenziari, sentiranno presto e ancora una volta la nostra voce d’ira e di protesta nelle piazze! Sono ancora in tempo di fare qualcosa prima che lascino l’incarico.  Le carceri sono in mano ai delinquenti e l’Amministrazione Penitenziaria ha affidato e le politiche penitenziari ai Garanti dei detenuti, facendo venire meno la sicurezza delle strutture. E’ una vergogna! Fare il poliziotto penitenziario in carcere è sempre più pericoloso e noi ci sentiamo abbandonati da tutti: dalle Istituzioni, dalla politica e soprattutto da Ministero della Giustizia e Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”.

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