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  • Sabotaggio del selecontrollo: gli operatori volontari dovranno anche pagare i cinghiali abbattuti

    Nuova delibera di Giunta regionale per regolamentare il controllo delle popolazioni di cinghiale e spunta un “obolo” da versare a carico dei selecontrollori volontari che operano in ausilio alla Polizia provinciale. Ne partoriscono una al giorno, in Regione Abruzzo, con il fine ultimo di sabotare e affossare le operazioni di controllo delle popolazioni di cinghiale gestite, con ottimi riscontri numerici, dalla Polizia provinciale.

    L’assessore regionale alla Caccia, Emanuele Imprudente (Lega)

    Con una recente delibera di Giunta, l’esecutivo ha introdotto un nuovo disciplinare che prevede, dopo l’abbattimento, un versamento da fare a beneficio dell’Atc o della Regione medesima. «Ad ogni operatore che partecipa al controllo spetta l’assegnazione gratuita di due capi ogni cinque abbattuti» specifica, si fa per dire, il disciplinare al punto 5.5 «a parziale ristoro dei costi e dell’impegno sostenuto nelle operazioni di prelievo».

    Proseguendo si legge che per i capi ulteriori «è dovuto un versamento direttamente all’Atc delle quote di seguito specificate: due euro per animali di classe zero, striati e giovani; sette euro per gli animali di classe uno, sub adulti; dieci euro per femmine di classe due, adulte; quindici euro per maschi di classe due, adulti».

    In sostanza i selecontrollori dovrebbero effettuare degli abbattimenti, in ausilio alla Polizia provinciale, accollandosi i costi, munizioni, armi, corsi di formazione e aggiornamento, benzina, autovettura e via elencando, per poi pagare delle somme. Non più solo volontariato dunque, facendo un servizio di pubblica utilità operando gratuitamente in nome e per conto della Regione Abruzzo, ma addirittura i selecontrollori dovrebbero pagare per poter abbattere. Tra l’altro non si comprende a che titolo l’Atc o la stessa Regione Abruzzo potrebbero introitare quelle somme, atteso che i cinghiali, specie cacciabile, risultano patrimonio indisponibile dello Stato per entrare in possesso dei quali i cacciatori già pagano una concessione governativa annualmente.

    Un pasticcio, il termine appare anche riduttivo, evidentemente sotto dettatura, che avrà come effetto immediato la mancata adesione in massa dei selecontrollori alle operazioni di controllo.

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    1 Comment

    1. Michele says: Rispondi

      Sono selecontrollore e secondo il mio modesto parere nessuno dovrebbe più adoperarsi x dare aiuto alle regioni x che stanno tirando troppo la corda , manco se ci pagassero

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