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  • Truffe agli anziani tra Fossalto e Trivento, tre casi sventati dai Carabinieri

    Il caldo che costringe gli anziani in casa e la ripresa delle attività economiche che invece portano i familiari al lavoro, creano, come di consueto, il terreno fertile per gli autori di truffe proprio in pregiudizio delle fasce più deboli.
    Nella giornata di ieri, sono stati addirittura tre i tentativi messi in atto in territori diversi, che non sono andati a buon fine grazie, da un lato, all’arguzia delle “nonnine”, che memori degli insegnamenti dei Carabinieri non si sono fidate e, dall’altro, al tempestivo dislocamento di un piano di controllo del territorio attuato dalle pattuglie dell’Arma capillarmente presenti.


    Il canovaccio ormai è sempre lo stesso, poco prima dell’ora di pranzo una telefonata a casa di una anziana donna di Fossalto, un interlocutore, con voce camuffata, le dice di essere suo nipote – fornendo nell’occasione il nome vero – e le riferisce che di lì a poco sarebbe arrivato un corriere di nome Marco che le avrebbe portato un pacco per lui, per il quale vi era da pagare la somma di euro 4.500.
    Il ragazzo aggiunge inoltre che non poteva andare lui a ritirare il pacco perché impegnato per lavoro.
    La “nonnina”, benché 82enne, non crede ad una sola parola del suo interlocutore e lo “rispedisce” al mittente, chiamando subito dopo il numero di emergenza dei Carabinieri il 112NUE.
    La Centrale Operativa di Via Croce fa convergere a casa dell’anziana la pattuglia della Stazione CC di Trivento, la più vicina in quel momento e nel frattempo, allerta le altre che sono in circuito nell’area matesina, al fine di attuare diversi posti di controllo sulle principali arterie di comunicazione con la vicina Campania, sia in direzione Benevento che Isernia.


    A distanza di poco tempo l’operatore riceve la telefonata di una 81enne di Busso che riferisce di essere stata contatta telefonicamente da un nipote che le stava mandando un pacco e le chiedeva di pagare “tanti soldi” per ritirarlo. L’anziana, insospettita, aveva ritenuto chiamare i Carabinieri per chiedere una conferma, “se me lo dite voi ci credo”.
    Anche in questo caso, una pattuglia della Stazione Carabinieri di Baranello, già nel piano di controllo, si recava dalla donna, per rasserenarla e complimentarsi per aver chiamato il 112, aderendo alle indicazioni che da tempo l’Arma dei Carabinieri divulga.


    Con lo stesso modus operandi, gli ignoti malfattori, provano a contattare un’altra “nonnina”, sempre nel comune di Busso, ma anche questa, 90 anni, avvisa i familiari e i Carabinieri che un giovane voleva da lei dei soldi.
    È proprio il caso di dirlo che “andare a scuola” non guasta mai a nessuna età, infatti, da diverso tempo salgono in cattedra i Carabinieri e gli alunni altro non sono che gli anziani, in quegli incontri – che a breve riprenderanno – volti proprio a instillare nei nostri nonni il dubbio per qualsiasi comportamento che possa sembrare strano.
    Il Comandante della Compagnia di Bojano, Capitano Edgard Pica, coglie l’occasione per ribadire di tenere sempre alta l’attenzione per non cadere nei tentativi di raggiro che i malviventi pongono in essere nei confronti delle fasce più deboli, le quali, alla prospettazione di una esigenza imminente di un loro familiare e/o di un incidente stradale o di un legale da pagare, cadono nella rete dei truffatori, elargendo loro somme di denaro, anche ingenti, come le richieste effettuate nella giornata di ieri.


    La campagna di sensibilizzazione, che è ancora in atto in altri comuni del territorio, rientra in un più ampio concetto di “prossimità”, mediante la realizzazione di una serie articolata di interventi che hanno, quale comune denominatore, la centralità del cittadino ed il rapporto con esso, nell’ambito del quale ogni appartenente all’Arma dei Carabinieri rivolge la propria azione, oltre che nel campo della prevenzione e repressione dei reati, anche nel più arduo compito della “rassicurazione sociale”, concretizzata nel senso di “vicinanza” alla popolazione.

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