Il Collegio dei revisori dei conti boccia il bilancio preventivo 2026 dell’azienda sanitaria del Molise e i commissari ad acta bocciano la proposta del sindaco di Isernia di indennità aggiuntive, erogate dal Comune, per i nuovi concorsi così da rendere più attrattivo l’ospedale ‘Veneziale’.
Lo rende noto lo stesso primo cittadino del capoluogo, Piero Castrataro, che ha trascorso la sua quarantesima notte nella tenda allestita davanti alla struttura sanitaria per richiamare l’attenzione sulle emergenze provate dalla carenza di medici e i nuovi tagli previsti dal Pos.
“I revisori – ha dichiarato Castrataro – hanno messo nero su bianco che le previsioni non sono attendibili, né congrue, né coerenti con il Piano di attività 2026, con i finanziamenti regionali nonché con le direttive impartite dalle autorità regionali e centrali. Il dato è chiaro: per l’anno in corso si prevede una perdita di oltre 19 milioni e mezzo di euro, in barba al principio costituzionale di equilibrio di bilancio”.
“In altre parole – prosegue – si continua a generare debito, mentre le proposte che mirano ad un’idea di risparmio vengono declinate. E qui la seconda cattiva notizia: la struttura commissariale ha bocciato la nostra proposta circa la possibilità di inserire indennità aggiuntive, con risorse comunali, nei concorsi per il reclutamento di nuovi medici, trincerandosi dietro un presunto obbligo di estensione a tutto il personale in organico, ma senza riferimenti normativi. Ai Commissari avevamo inviato tutta la documentazione relativa al percorso seguito dalla Regione Toscana in simili circostanze, a dimostrazione dell’applicabilità della proposta. A questo punto, sorge il dubbio che qui qualcuno non voglia davvero risolvere il problema”.
Per il sindaco “non si tratta di una questione di risorse in una Regione in piano di rientro. Il Comune di Isernia è pronto ad investire fondi propri per rendere attrattivi i bandi, generando un risparmio netto per le casse di Asrem, che oggi spende cifre cospicue per prestazioni aggiuntive ‘a gettone’. Siamo di fronte ad un vero e proprio paradosso logico ed amministrativo”.
Castrataro annuncia che invierà una nota al tavolo tecnico ministeriale per un parere sulla proposta. “Voglio che siano i tecnici romani a dirci se la salute dei molisani deve soccombere per un cavillo burocratico o se la strada che abbiamo individuato è percorribile. La tenda resta. Non come simbolo di protesta- conclude -, ma di proposta. Perché nessuno potrà impedirci di provarci”.
Va detto che anche il sindaco di Agnone, Daniele Saia, in un recente passato, ha proposto con una delibera di giunta, incentivi ai camici bianchi che dovessero accettare di venire a lavorare all’ospedale San Francesco Caracciolo che vive da tempo una cronica carenza di personale medico.