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  • Un sottosegretario, un senatore, un assessore regionale e un prefetto per “battezzare” un bancomat

    Un sottosegretario di Stato del Ministero dell’Interno, un senatore della Repubblica, un assessore regionale e addirittura un prefetto. Sembra l’attacco di una barzelletta, ma non lo è; perché in Abruzzo la realtà va ben oltre le barzellette politiche, ammesso che ancora di politica si possa parlare. L’imponente spiegamento di autorità in un paesino del Chietino, una settantina scarsa di residenti, è stato motivato dall’inaugurazione di un banale sportello bancomat a Montelapiano. Giuro, è così.

    Mai che si vedessero, questi illustri personaggi politici, chessò, quando chiude un ponte per «imminente rischio crollo» e poi rimane interdetto al traffico per otto anni e chissà quanti altri ancora, ad esempio; o quando i piccoli centri montani restano senza medici di medicina generale; o quando non ci sono più i medici a bordo delle ambulanza che distano un’ora abbondante dal primo Pronto soccorso.

    Però per l’inaugurazione di un bancomat, beh, vuoi mettere, allora si scomodano anche dai piani alti dei palazzi romani. Ma dai, ma siete seri? Poi si lamentano che i cittadini non vanno più a votare…

    Francesco Bottone

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