“Storia della tenace comunità di Belmonte del Sannio“, centro montano a cavallo tra Molise ed Abruzzo, attraverso la cronaca di fatti e personaggi nell’arco temporale che va dalle precarie condizioni esistenziali di inizio Novecento alla piena stabilizzazione della crescita economica e civile di inizio secondo millennio. E’ l’ultimo lavoro del giornalista Piero Di Primio, una sorta di omaggio al suo paese natio prima che intraprendesse l’attività professionale a Pescara e poi a Roma.

L’autore descrive il processo complesso, caratterizzato da un convinto e progressivo impegno di riscatto condotto dai locali cittadini, che consente la trasformazione radicale di un territorio prevalentemente agro-pastorale a una realtà evoluta e, sostanzialmente, agiata. Dove i veri, unici protagonisti dei lunghi 125 anni presi in esame sono gli stessi belmontesi che «da sempre si prodigano, in paese o in ogni altra parte del mondo, con correttezza, sacrificio e forza di volontà, per accrescere il proprio status sociale e garantire un futuro migliore ai propri figli».

E così, generazione dopo generazione, acquisiscono un meritato benessere. Piero Di Primio, attraverso un reportage giornalistico, coglie i passaggi salienti, le discontinuità negli ambiti della vita vissuta, attraverso carestie, conflitti bellici, costante spopolamento e, a partire dal secondo dopoguerra, la reazione generale che porta al duraturo progresso anche attraverso l’evoluzione dei costumi e delle abitudini. Il testo si basa sulla raccolta di testimonianze e documenti sui temi presi in esame coinvolgendo, oltre alle persone legate ai propri ricordi e alle storie degli eroici reduci di guerra, quelle che rivestono ruoli pubblici come amministratori politici locali, imprenditori, artigiani, commercianti, funzionari di sicurezza, sportivi e ricordate figure al servizio della comunità.
Sotto la lente, oltre alle persone, anche il ruolo svolto dalle amministrazioni comunali che si succedono nel tempo che promuovono e realizzano primarie infrastrutture pubbliche foriere di progressive condizioni di emancipazione collettiva e in grado di innescare quel circolo virtuoso che consente alla sfera privata, a sua volta, di accrescere il benessere in modalità, qualità e volumi mai raggiunti prima di allora. I fatti emersi sono poi contestualizzati, per quanto possibile, nel rispettivo ambito storico di riferimento locale ma, se opportuno, anche nazionale. L’obiettivo è quello di preservare una memoria condivisa, di dare un senso agli eventi passati e di definire meglio l’identità di gruppo. Piero Di Primio, dopo varie esperienze in quotidiani e telegiornali locali e nazionali, si è occupato per circa trent’anni anni di comunicazione aziendale assumendo, in successione, anche la direzione dei rapporti con i media di note multinazionali hi-tech. Tra gli scritti, “Habermas, società avanzata e opinione pubblica”, “Il dramma bosniaco nella polveriera balcanica”, “Socialdemocrazia neoliberale”.