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mercoledì 26 Agosto 2026
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Emergenza urgenza, Delli Quadri: «Il sistema del 118 deve essere organizzato su base nazionale, non regionale»

«In Italia il sistema sanitario è purtroppo governato dalle Regioni e, per far quadrare i conti, si ritiene che anche l’emergenza territoriale, il 118, debba essere gestita all’interno della Regione di appartenenza. A mio avviso, il vero problema…

«In Italia il sistema sanitario è purtroppo governato dalle Regioni e, per far quadrare i conti, si ritiene che anche l’emergenza territoriale, il 118, debba essere gestita all’interno della Regione di appartenenza. A mio avviso, il vero problema è a livello centrale, quindi governativo». E’ Bruno Delli Quadri, noto sindacalista agnonese e infermiere professionale, ad entrare, da persona competente in materia, nel dibattito pubblico innescato dall’ultimo episodio di cronaca che si è registrato in Alto Molise.

Bruno Delli Quadri, segretario generale aggiunto della Cisl Fp Abruzzo-Molise

Nei giorni scorsi, a causa di un malore, ha perso la vita un ex amministratore pubblico di Agnone. L’evento luttuoso ha riproposto il tema dell’efficacia, in un territorio montuoso e lontano dagli ospedali maggiori, del sistema dell’emergenza urgenza. In quel caso specifico probabilmente non ci sarebbe stato nulla da fare comunque, certo è che l’ambulanza del 118 dell’ospedale di Agnone era già impegnata in un altro servizio a Capracotta e la centrale operativa ha dovuto inviare sul posto ben due mezzi: l’auto medica partita da Isernia e l’ambulanza in assetto “India”, cioè senza medico a bordo, da Frosolone. Il dibattito si è innescato perché quella mattina la postazione del 118 di Castiglione Messer Marino, appena al di là del confine, era medicalizzata e avrebbe potuto raggiungere il paziente entro pochi minuti, ma non è stata attivata, perché, appunto fuori regione.

«L’emergenza territoriale dovrebbe essere organizzata come un corpo nazionale, separato dai molteplici sistemi sanitari regionali e senza confini territoriali, con l’obiettivo di garantire una risposta uniforme e tempestiva all’emergenza sanitaria e, soprattutto, di tutelare la cosiddetta “golden hour”, sotto il coordinamento diretto del Ministero della Salute. – riprende nella sua spiegazione il sindacalista agnonese Bruno Delli Quadri, segretario generale aggiunto della Cisl Fp Abruzzo-Molise – Basti pensare che non tutti gli equipaggi del 118 sono organizzati allo stesso modo sul territorio nazionale. In Molise, ad esempio, l’equipaggio può essere composto da medico, infermiere, autista e soccorritore; in Abruzzo da medico, infermiere e autista. Con la crescente carenza di medici dedicati all’emergenza, sono inoltre nate le postazioni “India”, a conduzione infermieristica, e addirittura le postazioni “Victor”, composte esclusivamente da soccorritori. Queste differenze dimostrano quanto sia necessario un modello organizzativo nazionale, con standard omogenei e una gestione delle risorse basata soprattutto sulle reali necessità cliniche e sulla tempestività dell’intervento, e non sui confini regionali».

I maledetti confini di cui, tra l’altro, tanto si parla in questi giorni durante i quali è stato rilanciato il referendum per il trasferimento della provincia pentra nell’ambito amministrativo della confinante Regione Abruzzo. «Se il servizio fosse organizzato su base nazionale e non regionale, – aggiunge Delli Quadri – si potrebbe, ad esempio, prevedere una gestione integrata delle postazioni di Agnone e Castiglione Messer Marino, consentendo a un unico medico di riferimento di intervenire esclusivamente sui codici rossi e sui casi che richiedono una valutazione e un accesso alle cure in tempi estremamente rapidi. In questo modo si potrebbero ottimizzare le risorse disponibili, garantendo al tempo stesso una risposta più efficace e tempestiva al paziente, soprattutto nelle aree interne e periferiche, dove la distanza dagli ospedali e la carenza di personale rendono ancora più importante ogni minuto». Soluzioni che sembrano banali, ma che evidentemente non vengono in mente a chi gestisce la sanità e lo stesso servizio dell’emergenza urgenza sul territorio. Perché la vita delle persone vale ugualmente a prescindere che si risieda al di qua o al di là di un mero confine amministrativo tracciato a tavolino dai politici.

Francesco Bottone

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