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lunedì 31 Agosto 2026
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Asrem ha deciso che in Agnone il pediatra non serve, Saia e Di Nucci: «Lotteremo, anche con un ricorso al Tar se necessario»

«I paradossi della sanità molisana diventano sempre più assurdi e, nel frattempo, il nostro territorio continua a essere flagellato da scellerate scelte che stanno pian piano cancellando ogni diritto fondamentale. L’ultima incredibile decisione, in termini temporali, riguarda il…

«I paradossi della sanità molisana diventano sempre più assurdi e, nel frattempo, il nostro territorio continua a essere flagellato da scellerate scelte che stanno pian piano cancellando ogni diritto fondamentale. L’ultima incredibile decisione, in termini temporali, riguarda il servizio del pediatra di base ad Agnone. Dopo il pensionamento del dottor Luigialberto Cutrone, nel 2023, le famiglie dell’Alto Molise si sono trovate senza assistenza sul territorio per mancata sostituzione dello specialista. Già tre anni fa definimmo la situazione come inconcepibile. Le nostre parole rimasero inascoltate dalla politica e dai tecnici. Oggi, un nuovo tassello si aggiunge a questa narrazione negativa: Agnone non sarà una zona carente di pediatria di libera scelta per il 2026. Questo significa che la nostra città verrà rimossa dall’elenco delle zone nelle quali il numero di pediatri è ritenuto insufficiente rispetto ai parametri previsti, e per questo può essere messo a bando un nuovo incarico».

Queste le parole del sindaco di Agnone, Daniele Saia, e del consigliere con delega alla sanità, Giovanni Di Nucci.

«A quanto pare, dei semplici calcoli matematici, che non tengono conto del contesto sociale, hanno stabilito che questo servizio ad Agnone non sia necessario e che si possa andare avanti senza interventi straordinari. Tali informazioni arrivano dalla riunione del Comitato Aziendale per la Pediatria di Libera Scelta, in cui i sindacati avevano chiesto di individuare Agnone e Venafro come aree carenti, una richiesta prontamente rigettata. In particolare, la parte pubblica ha scelto di approvare l’individuazione di Isernia e Venafro per le carenze, su proposta del Direttore del Distretto pentro, il dottor Lucio De Bernardo. Va sottolineato come i sindacati abbiano espresso perplessità sui metodi di calcolo, rilevando come l’utilizzo nel rapporto della quota di bambini afferenti ad Agnone abbia avuto, di fatto, la conseguenza di lasciare scoperto il territorio altomolisano, favorendo la presenza di due specialisti in centri più popolosi. Insomma, si sfrutta quello che c’è in un territorio che ha poco per dare di più a chi ha già altro» continuano i due amministratori.

«La nostra amministrazione comunale contesta con forza questo provvedimento. Non si può pensare di amministrare la sanità territoriale limitandosi a guardare i numeri. Dietro il freddo ragionamento c’è un territorio che soffre, c’è un Alto Molise montano e distante dai grandi centri. Non possiamo accettare che le famiglie di questa zona siano costrette a spostarsi per chilometri al fine di garantire ai più piccoli il diritto ad avere assistenza sanitaria. La salute dei nostri bambini non può essere subordinata a calcoli amministrativi. Alla luce di quanto sta accadendo, cadono tutte le narrazioni rassicuranti relative al potenziamento della sanità territoriale che sono arrivate da più parti. I decisori non solo hanno tentato di toglierci l’ospedale, ma ora tentano di toglierci anche l’assistenza di prossimità che avevano promesso di assicurare. Di fronte a questo destino, non ci arrenderemo. Come abbiamo già fatto per il Caracciolo, lotteremo per evitare la cancellazione del servizio di pediatria, anche attraverso un nuovo ricorso al TAR se necessario. E sia ben chiaro: la nostra non è una lotta contro Isernia o Venafro. Ogni centro deve avere le stesse possibilità di accesso ai servizi sanitari, la logica della coperta troppo corta non può valere quando si parla di salute.

«Chiediamo la nomina di un nuovo pediatra di base che possa rispondere alle necessità delle famiglie del nostro territorio. Perché, se questo stillicidio di tagli dovesse continuare, l’Alto Molise si trasformerebbe in un deserto. E se davvero vogliono che le aree interne vengano cancellate, allora le alte sfere della politica dovrebbero avere il coraggio di dichiararlo a chiare lettere» chiudono Saia e Di Nucci.

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