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  • Abolizione della caccia, la Cassazione dichiara inammissibile il referendum

    Il Comitato Sì Aboliamo la Caccia, con un comunicato ufficiale sulla sua pagina Facebook, ha ammesso la #sconfitta: la #CortediCassazione ha dichiarato inammissibile il #referendum per l’#abolizionedellacaccia, riscontrando irregolarità su ben 177.000 firme (130.000 fisiche, oltre 47.000 digitali) delle 520.000 presentate, come segnala la rivista Armi e Tiro (https://www.armietiro.it/referendum-abolizione-caccia-la…).Ovviamente il mondo #vegan e #animalista digerisce male il “no” della Cassazione (https://www.radioveg.it/…/corte-di-cassazione-un-no…/), ma le irregolarità erano già state segnalate dal mondo venatorio nelle settimane e nei mesi in cui la raccolta era in corso.

    Inizia così il comunicato dell’associazione italiana FIREARMS UNITED. La nota continua:

    La #caccia in Italia è dunque salva? Per ora si. Come la stessa rivista ‘Armi e Tiro’ sottolinea, normalmente si considera un successo la raccolta di ALMENO 700.000 FIRME, visto e considerato che qualsiasi comitato referendario che si rispetti deve mettere in conto qualche irregolarità. Sebbene gli anticaccia si dichiarino rappresentanti di un’ampia fascia di popolazione, per ben due volte nel corso del solo anno 2021 hanno mancato l’obiettivo – e quest’ultima sconfitta è ancora più cocente e rappresentativa della marginalità del mondo vegano, animalista e anticaccia, visto che le numerose proroghe concesse al comitato referendario non sono state sufficienti.Il Comitato ‘Si aboliamo la caccia’ ha dichiarato che “potrebbe proseguire la lotta contro la caccia, con una struttura operativa presente su tutto il territorio nazionale e con una esperienza acquisita su campo, già con una nuova proposta di legge di iniziativa popolare di Paolo Bernini, per una revisione della legge 157/92 e continuare a combattere i cacciatori e chi protegge interessi personali, sia in politica, negli apparati industriali e commerciali, che tra i media e le stesse associazioni animaliste ed ambientaliste, con un’organizzazione legalmente riconosciuta per operare ed attivarsi in ogni ambito e contesto per affrontare le problematiche legate agli animali ed all’ambiente, non limitata solo all’organizzazione di un referendum”.

    Dobbiamo dunque aspettarci ancora qualche colpo di coda, a cui sapremo però reagire.Il Firearms United Network, da parte sua, non può che felicitarsi del risultato. Checché ne dica qualcuno, la caccia e il #dirittoallearmi sono strettamente collegati. La maggior parte delle armi da fuoco prodotte e/o distribuite sul mercato civile italiano, infatti, sono armi ad uso venatorio: parliamo di #carabine bolt-action, a ripetizione o semi-automatiche, di armi ex-ordinanza e di #shotgun a canna liscia popolari per un’ampia gamma di specialità di #tirosportivo che vanno dal tiro dinamico International Practical Shooting Confederation (IPSC) al tiro a lunga distanza, fino alle discipline Fidasc Italia, al tiro a volo, al tiro #CowboyActionShooting e al più classico tiro a segnoSenza caccia non esistono #armidacaccia detenibili in numero illimitato, e non vigono più i relativi limiti legati alle #munizioni (1500 cartucce cumulative a palla e in piombo spezzato detenibili con denuncia, 1000 in piombo spezzato detenibili senza denuncia).

    L’abolizione della caccia andrebbe ad impattare pesantemente su TUTTI i #legalidetentoridiarmi e sul comparto armiero italiano, e questo gli anticaccia lo sanno benissimo, nonostante almeno riguardo ai danni alla #comunità dei #tiratorisportivi abbiano spudoratamente mentito nel corso della loro intera campagna.Dato l’accavallamento dell’iniziativa referendaria con la presentazione dei DDL Verini e Magi, non è affatto pellegrina l’idea che si abbia di fronte un’iniziativa organizzata per smantellare l’architettura dei nostri diritti pezzo per pezzo con un attacco su più fronti.Che sia chiaro: i responsabili di questo attacco dovranno pagare. Ai #politici coinvolti e ai #partiti sostenitori di queste iniziative #liberticide sarà presentato il conto in occasione delle prossime #elezioni. Alle #associazioni e i #comitati anticaccia sarà presentato il conto con altre iniziative: non potremo più consentire che l’equilibrio naturale – garantito dai cacciatori tramite il contenimento della proliferazione di specie dannose, nonostante le ingerenze indebite dei comitati anticaccia e delle associazioni “animaliste” nella redazione dei regolamenti venatori – e l’economia di un settore che vale mezzo punto di PIL possano essere ancora messi in pericolo da chi basa la sua filosofia di vita su una concezione disneyana dei #diritti degli #animali.

    FIREARMS UNITED

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