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  • Cerroni esclusa dal Parlamento, il suo commento è una lezione: «Non c’è bisogno di un seggio per essere portatori di cambiamento e costruttori di eguaglianza»

    «Non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire». Inizia così il commento di Caterina Cerroni, segretaria dei giovani Dem, fieramente agnonese, alla notizia della sua esclusione dal Parlamento. Il seggio assegnato in prima battuta al Pd, qui in Molise, è stato successivamente assegnato ad altri. Al Viminale sono così, che volete farci.

    Il commento a freddo, dopo aver meditato, della candidata Cerroni è una sorta di lezione di politica. Eccolo qui di seguito, nella sua interezza:

    «Sfortunatamente il Molise è tra le dodici regioni interessate dal ricalcolo del Viminale: diversamente da quanto pubblicato lunedì dal Ministero dell’Interno, il nuovo riparto assegna in regione la totalità dei seggi alla coalizione di destra, che da noi elegge perfino candidati non molisani. Lunedì rientrerò in ufficio. Ne sono dispiaciuta? Non quanto all’idea che timbrare il cartellino, avere diritto a ferie, straordinari, maternità, a un lavoro, a un mutuo siano un miraggio per troppi dei miei coetanei.

    Mi sento strappata alla mia passione? È faticoso tenere insieme il lavoro, l’impegno politico, la vita, ma strappate alla loro passione sono una calciatrice di talento che a differenza di un calciatore deve fare un altro lavoro per mantenersi, una professionista costretta a rinunciare alla sua carriera perché nido e baby-sitter costano troppo. Resta il lavoro Comune per Comune, persona per persona che ci ha portati in Molise a raggiungere la migliore percentuale di consenso per il PD nel centro sud.

    Restano i problemi, drammatici, di una regione che perde ogni giorno abitanti, strade, diritti, servizi. Restano le idee, lo sforzo organizzativo, la passione messi in campo dai Giovani Democratici in tutta Italia ogni giorno, non solo in campagna elettorale. Resta il tempo dell’impegno. Perché non c’è bisogno di un seggio per essere portatori di cambiamento e costruttori di eguaglianza. E si continua a lottare per un nuovo PD, per un’Italia più giusta».

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