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  • Debiti fuori bilancio, Scarano solleva «dubbi». Il sindaco Saia lo sfida: «Vai pure in Procura»

    «Variazioni di bilancio, per debiti fuori bilancio nel settore dei lavori pubblici, senza il parere preventivo del revisore dei conti. Questa amministrazione ha cominciato la sua attività amministrativa nel solco della precedente. Non sono cambiate neanche le ditte. Tutto cambia, come nel Gattopardo, però tutto rimane così come è».

    Parole di fuoco quelle del consigliere comunale di opposizione Vincenzo Scarano nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Agnone. «La strada della trasparenza che avete più volte invocato non mi pare sia stata intrapresa, anzi non mi pare sia nemmeno in fase progettuale. – ha ripreso l’esponente della minoranza – Lealtà, trasparenza, onestà, solo belle parole di cui avete fatto sfoggio in campagna elettorale. State facendo le stesse cose che hanno fatto gli altri e che voi stessi avete criticato dai banchi dell’opposizione. Non vi viene qualche dubbio? I documenti su questi debiti fuori bilancio con una ditta esterna non ci sono stati forniti. Avete controllato se quelle opere spettavano al Comune oppure no? Lavori fatti nel 2014, con un computo metrico del 2020. Troppe cose non quadrano. Il Comune avrebbe dovuto accertare se quei lavori andavano fatti o no e magari anche da parte di chi. Per metterci in condizione di poter decidere qui in Consiglio ci dovete consegnare i documenti, tutti, in largo anticipo, perché non possiamo venire a scoprire le cose nel corso dei lavori di un Consiglio. Volete forse solo che alziamo la mano? Su alcuni di questi debiti c’è un decreto ingiuntivo emesso dal Giudice di Chieti. Ci sono addirittura giudizi pendenti davanti al Tar.

    Tutte questioni che a voi sembra non interessino. Arrivare a fare un debito fuori bilancio è una cosa importante, voglio capire come avete fatto a prendere una decisione simile senza aver controllato opportunamente tutta la documentazione. Il parere del revisore dei conti andava dato dieci giorni prima, perché altrimenti noi consiglieri non abbiamo la possibilità di avere accesso agli atti e ai documenti. La partecipazione alla vita democratica e amministrativa viene lesa. Non credo ci sia stata malafede da parte vostra, ma quando si amministra il patrimonio pubblico non si può procedere in questo modo. Un debito fuori bilancio, che andrà valutato dalla Corte dei Conti, non può essere fatto senza un opportuno discernimento. Perché, ad esempio, non è stata fatta opposizione al decreto ingiuntivo? E gli errori commessi dalle ditte che hanno realizzato i lavori? C’è un ricorso pendente davanti al Tar. Il giudice potrà anche decidere che ci sono delle responsabilità in capo alla ditta che ha realizzato i lavori e voi volete pagare omettendo le valutazioni a monte sull’opportunità stessa di pagare? Siamo sicuri che quei debiti siano tali? Siete pronti a metterci la mano sul fuoco? Lei, sindaco, non ci ha dato i documenti e mi induce a pensare male: perché non ci ha dato tutta la documentazione? La cartellina consegnata ai consiglieri non era completa e le spiegazioni della segretaria vanno bene per i bambini, non certo per noi consiglieri di opposizione. Io voglio sapere, nel momento in cui è stata avanzata la richiesta di pagamento, dove è l’atto che impegna il Comune a pagare quella somma? Premesso che non c’è stato neanche un controllo sui lavori. Allora arriva un tale, ci presenta un preventivo e noi paghiamo?

    Non è denaro di casa nostra, stiamo gestendo il denaro dei cittadini. Se siete un’amministrazione trasparente ci dovete dare tutti i documenti, perché noi non abbiamo la sfera di cristallo. – e ancora – Per quale ragione voi intendete pagare se non c’è un atto che vincola in tal senso il Comune? Probabilmente qualche ditta dovrebbe dare soldi al Comune e non viceversa. I lavori fatti vanno pagati, è chiaro, ma dopo tutte le verifiche e i controlli. Chiedo sia messo agli atti che la documentazione consegnata è incompleta e che quindi questa seduta è illegittima». Un fiume in piena, il consigliere Scarano, abituato evidentemente alle sue arringhe in aule di tribunale. Pacata, ma decisa, la replica del sindaco Daniele Saia.

    «Gli atti li abbiamo portati in Consiglio, non c’è nulla che vogliamo nascondere. I tempi di convocazione del Consiglio sono stati rispettati. Stiamo approvando debiti fuori bilancio per pagamenti di aziende e professionisti che conosciamo e dei quali quindi ci fidiamo. Noi stiamo facendo gli interessi del Comune di Agnone e dei cittadini di Agnone. Se non riconosciamo questi debiti fuori bilancio ci esponiamo a ricevere atti ingiuntivi di pagamento e quindi la rischio di dover pagare di più». «Noi tutti siamo qui per collaborare per il bene della città, ma forse alcune questioni vanno affrontate in conferenza dei capigruppo e non durante l’assise civica, perché non mi pare stiamo facendo una bella figura. – ha aggiunto l’altro esponente della minoranza, Agostino Iannelli – Le obiezioni del consigliere Scarano, che condivido, non sono state elevate per ostacolarvi, ma proprio per aiutare e collaborare con l’amministrazione. Nessuno sta qui per danneggiare gli altri. Nel merito ci sono situazioni evidenziate da Scarano che sono alquanto sospette». Un termine, “sospetto“, che ha infastidito la maggioranza e che è stato in qualche modo ritirato dall’opposizione e cambiato in “dubbio“.

    «Il nostro impegno, oggi qui in Consiglio, è a tutela dell’ente pubblico che rappresentiamo, non certo a danno dell’ente stesso. – ha ribadito il sindaco Saia, tagliando corto – Non voglio mettere il Comune nella condizione di dover pagare, in futuro, somme maggiori perché oggi non si liquidano le aziende che hanno fatto dei lavori. Ci prendiamo la responsabilità per opere pubbliche che hanno deciso altre amministrazioni di realizzare. L’opposizione faccia quello che ritiene fare all’interno delle facoltà che le sono riservate». E in chiusura, rivolgendosi al consigliere Scarano, Daniele Saia ha aggiunto: «Se lei ha dei dubbi simili, ha il dovere di andare in Procura della Repubblica a denunciare il tutto».

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