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  • Ex Honeywel, Ugl: «Misure immediate, i lavoratori e le loro famiglie vanno garantiti»

    Parte con il piede giusto l’incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico della ex Honeywel (ora BAOMARC), rappresentata dall’amministratore delegato Andrea Mazzesi. Ne hanno preso parte l’assessore regionale Abruzzo alle Attività produttive Mauro Febbo e le segreterie Nazionali e territoriali dei sindacati.

    Il segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera e Giuseppe De Luca, coordinatore territoriale della federazione di Chieti, commentano:

    «La Baomarc conferma la solidità del piano industriale presentato nel dicembre 2018 al Mise al netto dei ritardi causa Covid-19 e la ripresa dei colloqui per i 130 lavoratori del bacino Baomarc che conteneva 320 lavoratori di cui, 130 non erano stati ancora colloquiati per via della pandemia. Successivamente, nel mese di luglio, partiranno le prime 20 assunzioni come conferma della ripartenza del piano industriale il cui ritardo è da collegare alla situazione del coronavirus che ha colpito il nostro paese e, soprattutto, la crisi dell’automotive. Per l’Ugl – prosegue Spera – il fattore tempo non è una variabile da non tenere conto, infatti: la immediata necessità di trovare una soluzione tampone che permetta ai lavoratori di percepire un reddito, tutti i dipendenti sono in NASPI e la copertura termine a breve. C’è bisogno che la regione Abruzzo e il Ministero del Lavoro, convochino un tavolo per trovare una soluzione all’erogazione di un ammortizzatore che potrebbe passare attraverso delle misure da mettere in campo con fondi regionali utilizzando la formazione del bacino della ex Honeywel. Un percorso al fine di verificare con il Ministero del lavoro possibili soluzioni anche di natura virtuosa, finalizzati all’erogazione di fondi e sussidi per il sostegno al reddito dei lavoratori a reddito zero. Nel merito, l’Ugl Metalmeccanici – concludono Spera e De Luca – ha ipotizzato ed avanzato in concreto anche soluzioni tecnicamente fattibili quali, l’attivazione dei contratti di sviluppo che, se attivati, offrirebbero al proprio interno le stesse soluzioni condivise. Pertanto, le parti interessanti, potranno dare risposte concrete ai lavoratori che rimarranno senza nessuna copertura assistenziale e che hanno pieno diritto ad essere tutelati, in un percorso a nostro avviso non separato ed indipendente ma, di fatto, con la compartecipazione della società, della Regione Abruzzo e dei Ministeri interessati».

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